Alberione e la Famiglia Paolina
 

Annotazioni circa gli “Anni” indetti
o promossi da Don Alberione

Juan Manuel Galaviz, ssp
 

    Don Giacomo Alberione, con la sua particolare sensibilità di profeta, percepiva subito il movimento interno e i segni visibili delle realtà vive: il ritmo della storia, il ritmo della vita spirituale, il ritmo della liturgia, il ritmo dell’impegno apostolico per rispondere alle esigenze del tempo.

Questa è una delle chiavi che ci aiutano a capire la frequenza e l’entusiasmo diligente con cui il Fondatore propose alla Famiglia Paolina, o ad alcune delle sue congregazioni, la celebrazione di “Anni” particolarmente finalizzati ad approfondire, a rinnovare, a rinvigorire aspetti vari della vita paolina, o a far vivere con stile paolino le celebrazioni proposte dalla Chiesa a tutti i fedeli.

Questi “Anni” consacrati ad un impegno particolare da parte dei suoi figli e figlie, sono espressioni di una pedagogia di Don Alberione che facciamo bene a riattivare; uno stile di animazione concreta e sostanziosa che sarà di profitto per la nostra crescita integrale, ognuno e ognuna secondo la propria vocazione particolare, e tutti insieme come Famiglia Paolina.

I – “Anni” celebrati in comunione con tutta la Chiesa

            In comunione con tutta la Chiesa, Don Alberione promosse nella Famiglia Paolina, con fedeltà creativa: l’Anno Santo del 1950, l’Anno Mariano del 1954 e l’Anno della Fede del 1967.

a)     L’Anno Santo del 1950, Don Alberione volle che fosse per i paolini e le paoline, un anno di innocenza, anno di pietà, anno di verità. (Cf bollettino SP gennaio 1950; CISP, p. 294-296).

b)     L’Anno Mariano, promulgato da Pio XII, dall’8 dicembre 1953 all’8 dicembre 1954 (centenario della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria), fu promosso dal Fondatore, all’interno della Famiglia Paolina, come anno di speranza. Il proposito comune: conoscere di più Maria, imitarla, pregarla, predicarla. Don Alberione suggerì pure un ossequio collettivo alla Madonna: il lavoro del Santuario della Regina degli Apostoli. Il pittore Antonio Giuseppe Santagata stava già affrescando le cupole. La data ufficiale della Dedicazione del Santuario fu il 30 novembre 1954; i festeggiamenti continuarono fino all’8 dicembre 1954, conclusione dell’Anno Mariano. (Cf SP dicembre 1953; CISP, p. 586-590).

c)     L’Anno della Fede proposto da Paolo VI per il 1967, in occasione del XIX centenario del martirio dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Don Alberione accolse con entusiasmo questa proposta e la promosse nella Famiglia Paolina. (Cf SP dicembre 1966; CISP p. 613ss. SP gennaio 1967; CISP p. 628-642. SP maggio-luglio 1967; CISP p. 289-292).

II – “Anni” più esclusivi della Famiglia Paolina

a)     Anno dedicato al Divino Maestro: 1955. E’ prioritario nel pensiero del Padre Alberione, anche se per circostanze già accennate, fu preceduto dall’Anno Mariano. Per l’animazione di questo “Anno” dedicato a Gesù Maestro, il Fondatore si avvalse di tutti i mezzi: predicazione, funzioni liturgiche, istruzioni, affidamenti specifici, esortazioni, bollettino “San Paolo” (SP: tutti i numeri del 1955). L’idea dell’enciclopedia su Gesù Maestro stava a cuore a Don Alberione; tra gli “ossequi” di quell’Anno al Divino Maestro, si devono ricordare le pratiche per il processo diocesano “informativo sulle virtù, miracoli e fama” del Servo di Dio, Don Timoteo Giaccardo, e la consulta interna per proporre alla Chiesa universale la Festa del Divino Maestro; tra le opere di apostolato, viene ricordata la propaganda dei periodici paolini; tra i frutti aspettati, il miglioramento degli studi; tra le accorate raccomandazioni, l’unione della Famiglia Paolina e la fedeltà al Papa. (Cf SP febbraio 1955; CISP p. 1195-1200. SP marzo 1955; CISP p. 1201-1202. SP aprile-maggio 1955; CISP p. 1202-1206. SP giugno 1955; CISP p. 1207-1210. SP agosto-settembre 1955; CISP p. 1210-1213. SP ottobre-novembre 1955; CISP p. 1213-1215. SP gennaio 1956: cronaca della chiusura dell’Anno; CISP p. 1215).

b)     Anno dedicato a San Paolo Apostolo: dal 25 gennaio 1957 al 25 gennaio 1958. Le finalità proposte: ringraziare San Paolo, conoscerlo meglio, imitarlo, pregarlo, amarlo, intensificare la “paolinità” (cf SP gennaio 1957; CISP p. 601-603). Il Fondatore offre spunti per le meditazioni dei lunedì dell’Anno (cf SP febbraio 1957; CISP p. 603-605), e fa un commento di due encicliche molto significative per la mentalità paolina: la Miranda prorsus, riguardante i grandi mezzi della comunicazione (cf SP dicembre 1957) e la Tametsi futura, presentata come ispiratrice dei principi basici per la Famiglia Paolina (cf SP gennaio 1958; CISP p. 1218-1225).

c)     Anno Biblico: 1960. Fu un “Anno” pieno di iniziative. Nel bollettino SP di agosto-novembre 1960, Don Alberione presenta la Bibbia come fonte del dogma, della morale, del culto, e come modello di pastoralità (cf CISP p. 662-663), mentre nel SP di dicembre 1960, informa circa l’erezione pontificia della Società Biblica Cattolica Internazionale, ad opera del Papa Giovanni XXIII (cf CISP p. 503-511).

d)     Anno per le Biblioteche: dal 30 giugno 1961 al 30 giugno 1962. Dedicato a promuovere un apostolato da lui ritenuto molto importante ed efficace. Ripropone l’Associazione Generale Biblioteche, da lui costituita ad Alba nel 1921 e ora ripresentata con Statuto rinnovato. Si tratta, infatti, “di rinvigorirla, aggiornarla, riordinarla; necessità – scrive il Fondatore - che si sono manifestate sempre meglio in questi ultimi anni”. (Cf i bollettini SP corrispondenti a maggio, a settembre e a ottobre 1961; CISP p. 891-899).

e)     Anno di particolare santificazione: dal 25 gennaio 1963 al 25 gennaio 1964. Il punto di riferimento è San Paolo, la sua conversione, che lo porta a diventare eccelso modello di discepolo e di apostolo di Cristo. E’ quindi un anno dedicato per intero alle radici e ai fini della spiritualità della Famiglia Paolina, chiamata a ripetere l’esperienza di cristificazione vissuta da Paolo. Vivere e dare Cristo. Viverlo per darlo. “La vita perfetta si raggiunge come viene spiegato da San Paolo: ‘Io vivo, ma non sono più io che vivo, in realtà è Gesù Cristo che vive in me’. Il primo passo perché viva Gesù Cristo in noi è conoscere e credere il Cristo totale come Via e Verità e Vita. Conoscere, meditare, credere, imitare, sentire, amare con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze” (CISP p. 1355). Le motivazioni per questo anno “di particolare santificazione”, le spiega Don Alberione in sei puntate, contenute nei bollettini SP pubblicati lungo il 1963 (Cf CISP p. 1353-1403).

III Un impegno da imitare

         Questa rapidissima rassegna lascia intravedere sufficientemente la serietà e concretezza delle iniziative alberioniane. Egli non cede a trionfalismi vuoti né a semplici elucubrazioni. Non ama la decantazione, ma vuole l’impegno pratico vitale. Un impegno che parte dalle radici – cioè da Cristo – e che distende i suoi rami in tutte le direzioni dov’è più urgente fare la carità della verità, in tutti i modi, con tutti i mezzi, con le forze unite: quelle di ogni singolo paolino o paolina, quelle di ogni istituzione e quelle dell’intera Famiglia Paolina. Un albero con varietà di rami e di frutti, ma con unità di linfa e di missione: dare al mondo attuale Gesù Cristo Via, Verità e Vita. Perciò, viverlo anzitutto: essere migliori discepoli e discepole, per essere migliori apostoli e apostole.

         Se l’Anno che oggi incominciamo, noi Famiglia Paolina, sapremo percorrerlo assieme a Don Alberione e seguendo le tracce da lui  lasciate per “un anno di particolare santificazione”, potremo affermare di aver iniziato un autentico “Anno Alberioniano”. E’ questo l’omaggio che lui si aspetta da noi e per questa grazia intercede per noi presso il Maestro Divino.
  

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