Alberione e la Famiglia Paolina -
 

Don Domenico Spoletini, SSP, e Carla Romano, CP
IL CARISMA PAOLINO IN 100 PAROLE
Quaderni di animazione - 3
Associazione Cooperatori Paolini
Roma 1999

Abbreviazioni

  • AD Abundantes divitiae gratiae suae

  • AP Istituto Regina degli Apostoli per le vocazioni (Apostoline)

  • AGB Associazione generale Biblioteche

  • CISP Carissimi in San Paolo

  • CP Cooperatori Paolini

  • FSP Figlie di San Paolo

  • PDDM Pie Discepole del Divin Maestro

  • SOBICAIN Società biblica cattolica internazionale

  • SGBP Suore di Gesù Buon Pastore (Pastorelle)

  • SPICS Studio paolino internazionale della comunicazione sociale

  • SSP Società San Paolo

  • UPS Ut perfectus sit homo Dei

Presentazione

Abbiamo cercato di condensare in 100 parole la storia, la terminologia, le linee carismatiche, le istituzioni missionarie, i personaggi ed altri elementi che meglio riescono a dare un’idea del carisma e della Famiglia Paolina fondata da Don Giacomo Alberione.

Per i Paolini, uomini e donne delle diverse istituzioni, può essere uno stimolo a non dimenticare, anzi, a rinfrescare le tradizioni, attraverso una rivisitazione di quelle meraviglie che, tramite il Fondatore, il Signore ha elargito fin dall’inizio del secolo.

Per i Cooperatori paolini, in particolare, vuol essere un utile sussidio, da un lato di carattere informativo, e dall’altro di stimolo ad un approfondimento sempre crescente e qualificato della personalità del Fondatore e del carisma paolino.

Per i non paolini – amici, collaboratori, gente che frequenta i nostri centri di diffusione, giovani in ricerca vocazionale, operatori laici nel campo della comunicazione – può risultare un facile strumento, semplice, sintetico per una corretta informazione sulla Famiglia Paolina presente nei cinque continenti.

Le "abbondanti ricchezze" che il Signore ha riversato sulla Famiglia Paolina costituiscono il "tesoro di grazia" di cui tutti dobbiamo alimentarci e allo stesso tempo impegnarci a condividerlo a piene mani con tutto il mondo.

8 settembre 1999
Natività di Maria

Don Domenico Spoletini ssp
Carla Romano cp

Abbiate il dolore dei peccati - Vivete in continua conversione - È la traduzione del "Poenitens cor tenete" che il Fondatore stesso ha consegnato ai suoi nella traduzione italiana "Abbiate il dolore dei peccati". Si tratta di una delle tre espressioni di cui Don Alberione fece esperienza durante un famoso "sogno" e che volle si scrivesse in tutte le cappelle paoline. È la risposta che il Maestro diede al suo discepolo in un momento di difficoltà, quasi a rassicurarlo della sua assistenza chiedendo in cambio lotta al peccato e adesione alla divina volontà.

È tradotto in forma dinamica con "Vivete in continua conversione". La conversione continua deve caratterizzare l’intera esistenza del discepolo di Gesù.

Abundantes divitiae gratiae suae - È il testo che raccoglie la storia carismatica della Famiglia Paolina. Nasce dagli "Appunti" che Don Alberione scrisse, in vista di un libro commemorativo dei 40 anni della Società San Paolo, nel 1954. Durante il Capitolo speciale del 1969-1971, appare come un opuscolo dal titolo "Io sono con voi". Più tardi il paolino don Giuseppe Barbero lo pubblicò arricchito di titoletti e numerazione marginale e col nuovo titolo "Abundantes divitiae gratiae suae" (Le abbondanti ricchezze della sua grazia).
Sigla AD.

Adiutricem populi christiani - Lettera enciclica del papa Leone XIII, pubblicata l’8 settembre 1895. Da essa don Alberione prese e fece sua la definizione mariana "Maria, madre della Chiesa, maestra e regina degli apostoli".

Aggiornamento - Parola molto amata da Don Alberione; la considerava "capacità di far rivivere tutto lo spirito dei fondatori e i principi e le regole delle costituzioni"; nonché "capacità di considerare i bisogni e le circostanze attuali per le applicazioni e le interpretazioni necessarie" (cfr. CISP 805,806).

Per questo motivo volle – prima del Concilio Vaticano II – il corso di Esercizi della durata di un mese, ad Ariccia (RM), nel 1960, al quale invitò Paolini da tutto il mondo, poi replicato nel 1962 e nel 1964.

Le meditazioni, le conferenze e le istruzioni del primo corso sono raccolte in quattro volumi dal titolo "Ut perfectus sit homo Dei" Ed. Paoline 1960 (v. voce, più avanti). Con lo stesso titolo è stato editato recentemente il volume unico contenente i soli interventi di Don Alberione per le edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 1998. Cfr. Ut Perfectus sit homo Dei (UPS).

Alba - Cittadina in provincia di Cuneo. Nel mese di ottobre del 1900, il giovane Alberione fa il suo ingresso nel seminario diocesano. In questo angolo del Piemonte, il 20 agosto 1914 dà inizio alla Scuola Tipografica Piccolo Operaio, futura Società San Paolo.

Nello stemma della città sono raffigurati i quattro evangelisti nelle loro sembianze simboliche: l’Angelo (Matteo), il Leone (Marco), il Bue (Luca), l’Aquila (Giovanni).

In Alba hanno sede la Casa Madre della Società San Paolo, quella delle Figlie di San Paolo e quella delle Pie Discepole.

Don Alberione dimorò in Alba fino al 1936, quando trasferì a Roma la sede generalizia. Tutti i paolini hanno con la cittadina un legame affettivo privilegiato, per essere stata la "culla" della fondazione.

Alberione Giacomo - Nasce a San Lorenzo di Fossano (CN) il 4 aprile 1884. È ordinato sacerdote il 29 giugno 1907. Il 20 agosto 1914 fonda ad Alba (CN) la Scuola Tipografica Piccolo Operaio, futura Società San Paolo (v. sopra, Alba). Successivamente diventa fondatore di tutte le Congregazioni paoline e degli istituti aggregati. Tutte insieme queste istituzioni formano la Famiglia Paolina.

Nel 1963 vede riconosciuta la sua missione nella Chiesa (l’evangelizzazione con i mezzi di comunicazione sociale) dal Concilio Vaticano II, con il decreto Inter Mirifica.

Nel 1946 hanno inizio i suoi viaggi per il mondo, ovunque si trovi una comunità paolina, per animare e avviare nuove iniziative. L’espansione missionaria incominciò qualche anno prima, nel 1931, con fondazioni in Brasile, Argentina e Stati Uniti.

Muore a Roma il 26 novembre 1971, dopo essere stato onorato della visita al suo capezzale del Papa Paolo VI.

Annunziatine (Istituto Maria SS. Annunziata) - È un ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, di cui fanno parte ragazze e giovani donne che, pur restando in famiglia e nel proprio lavoro, si consacrano a Dio e al servizio apostolico, cooperando con la Chiesa e con tutta la Famiglia Paolina nel dare all’umanità Gesù Via, Verità e Vita, con la diffusione del pensiero cristiano, particolarmente in forme moderne, anche attraverso un corretto uso dei mezzi di comunicazione sociale.

Apostolato - L’apostolato è il fine per cui Don Alberione ha creato la Famiglia Paolina, e, attraverso questa, tante opere destinate alla presentazione attuale della Parola di Dio. Esso è, perciò, al fondo di tutti i suoi pensieri; e, sotto la guida benedicente di San Paolo, è da lui costantemente scrutato nel contenuto, nella fonte e nell’energia spirituale che lo deve sostenere.

Intorno alla natura dell’apostolato Don Alberione ha un’idea da far incidere profondamente: la sua indispensabile e inarrestabile derivazione dal Cristo: ciò richiede un atteggiamento di vita in cui possa comporsi in una sintesi vitale la contemplazione e l’azione, l’amore di Dio e l’amore degli uomini.

Per i Paolini, poi, il termine "apostolato" indica anche il "luogo" (tipografia, sale di redazione, libreria, studio di registrazione, ecc.) dove e da dove si esercita lo specifico ministero della Congregazione. Così: "andare in libreria" equivale a dire "andare in apostolato" e viceversa. Altrettanto dicasi per gli altri luoghi ove si svolge la missione specifica.

Associazione Biblica Internazionale - Approvata con Breve Pontificio il 14 ottobre 1960, essa si ispira alla devozione a Gesù Maestro Via, Verità e Vita. Suo scopo è lo studio, la produzione, la diffusione e la meditazione della Bibbia, in particolare del Vangelo, al fine di alimentare e sostenere la fede, la morale e la pietà cristiana. Che la Parola di Dio, contenuta nella Bibbia, arrivi a tutti gli uomini, secondo l’insegnamento fedele della Chiesa cattolica.

Associazione generale biblioteche - È un’associazione nata nel marzo 1923 dall’ansia apostolica di Don Alberione, al fine di organizzare e poi rifornire le biblioteche, specialmente quelle parrocchiali. I "soci" ricevevano le novità editoriali con uno sconto speciale e veniva loro offerta anche un’assistenza particolare. Giunsero ad essere più di tremila, al punto che il governo italiano riconobbe il merito culturale di questa iniziativa insignendo gli organizzatori di diploma e medaglia.
Sigla: AGB.

Audiovisivi San Paolo - Indica il nuovo settore che ha il compito di promuovere l’apostolato audiovisivo attraverso la produzione e la diffusione di cd, video e audiocassette.

Beato Timoteo Giaccardo - Nasce a Narzole (CN) nel 1896. Entra molto giovane nel seminario diocesano di Alba. Nel 1919 è ordinato sacerdote e diventa il primo sacerdote paolino. Partecipa alla formazione della nascente Società San Paolo e, in seguito, ne diventerà il primo Vicario generale. Fonda la casa di Roma (15 gennaio 1926) dietro preciso mandato di Don Alberione e si impegna per ottenere la prima approvazione ecclesiastica. Dal 1936 al 1946 ritorna ad Alba in qualità di Superiore della comunità di Casa Madre.

Tornato a Roma, lavora anche molto per l’approvazione della congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro e offre la sua vita per il riconoscimento ufficiale di tale istituzione come congregazione indipendente. Muore il 24 gennaio 1948.

Betlemme - Nazareth (Cominciare da...) - Tutta l’opera di Don Alberione è ispirata ad un principio: «Partire dal presepio... da Betlemme... dallo spirito di Nazareth». Cioè: non lasciarsi tentare dalla grandiosità, dai piani e dai progetti. Partire con umiltà e andare avanti in crescendo. Per questo inculcava ai suoi lo spirito di Betlemme, di Nazareth.

«Passarono molti anni prima che si potesse dare un’idea chiara sopra la vocazione paolina che aveva tanto del nuovo» (cfr. Mi protendo in avanti, p. 41).

Borello Fratel Andrea (Venerabile) - Nasce a Mango, presso Alba (CN) nel 1916. A 20 anni, rispondendo alla chiamata del Signore, entra nella Società San Paolo, come aspirante Discepolo del Divin Maestro. Nel desiderio di rendere con la sua vita il massimo di gloria a Dio e di bene agli uomini si consacra totalmente all’Apostolato delle Edizioni. Nel suo grande amore alla vocazione e alla Congregazione, ottenuto il consenso del suo Direttore spirituale, fa speciale offerta della vita a Dio, perché tutti i chiamati siano fedeli alla grazia della loro vocazione. Gesù Maestro accoglie l’offerta del suo Discepolo, che viene stroncato da una tisi fulminante, a soli 32 anni. Si congeda dai suoi Confratelli dicendo: "Vogliamoci sempre bene e arrivederci in Paradiso!".

Cambiale - Si tratta di un originalissimo foglio ingiallito dal tempo, che venne scritto in tempi in cui la Famiglia Paolina, essendo agli inizi, mancava di tutto, anche dell’indispensabile per le più elementari necessità. Ma Don Alberione, insieme a don Giaccardo che era l’economo, ancora una volta si fidò di Dio. E con una straordinaria semplicità, pari alla grandezza di un’incrollabile fede fondata sulla Parola di Dio, scrisse in testa al foglio: "Cambiale"; e sotto: "Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia". Poi firmarono i due: Sac. Alberione Giacomo - Sac. Giaccardo Timoteo. Sotto ancora, poiché quella era la promessa di Gesù, Don Alberione completò la frase evangelica: "Tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù". Quindi firmò di nuovo, questa volta col nome della SS. Trinità: Gesù Cristo - Padre - Spirito Santo.

Umanamente un gesto senza senso; sul piano della fede, invece, un grande atto di fiducia che è stato definito "Patto dell’alleanza fra Dio e la Comunità". E Dio non venne meno alla fiducia del suo servo, né mai è venuto meno, in ogni momento di difficoltà.

Carisma paolino - È il dono che lo Spirito Santo ha concesso a Don Alberione in ordine alla sua missione nella Chiesa.

Si può sintetizzare così: "far conoscere al mondo Gesù, Maestro e Pastore, servendosi di tutti i mezzi che il progresso umano pone a disposizione dell’uomo".

Assumendo la predicazione attraverso i mezzi, il Fondatore opera un marcato spostamento d’accento dai contenuti (messaggio della salvezza) agli strumenti (mezzi per veicolarlo). Questi ultimi, però, non li considera come semplici amplificatori, ma come realtà con un’autonomia propria, aventi processi operativi che incidono sui contenuti che trasmettono fino a condizionarli.

Egli conosce bene l’ambiguità degli strumenti, ma sa che essi sono iscritti nel tessuto stesso della società contemporanea e che vanno assunti realisticamente se si vuol far giungere il messaggio della salvezza agli uomini di oggi che continuano a disertare le chiese...

È questo il richiamo alla legge dell’Incarnazione: Dio, facendosi uomo, cammina al ritmo dell’uomo e corre tutti i rischi della storia dell’uomo. Così è per la sua Parola che è di salvezza per tutti gli uomini di ogni tempo e cultura. Per incarnarsi ed essere salvezza nel nostro tempo, essa dev’essere calata in linguaggi e veicolata in canali che la rendano comprensibile agli uomini di ogni tempo.

Tutte le Congregazioni religiose e gli Istituti aggregati partecipano del medesimo carisma, ciascuno secondo le specifiche caratteristiche fondazionali.

Carissimi in San Paolo - È il titolo dell’opera che raccoglie lettere, articoli, opuscoli, scritti inediti di Don Alberione dal 1933 al 1969, tratti dal bollettino interno "San Paolo" e dall’archivio della Casa Generalizia della Società San Paolo. È uno scritto naturalmente frammentario proprio per la sua impostazione complessiva, ma assolutamente prezioso per una ricostruzione puntuale del carisma e dell’eredità della Famiglia Paolina.

Carro paolino - In "Abundantes divitiae gratiae suae" (n. 100) troviamo scritto: "Tutto l’uomo in Cristo per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto, natura e grazia e vocazione, per l’apostolato. Carro che corre poggiato su quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà. Le quali devono procedere assieme, senza scosse, senza troppi rischi per il peso che trasportano. Dimenticando una ruota, o non si procede, o va verso il precipizio tutto il carro".

L’espressione usata da Don Alberione ("carro che corre poggiato su quattro ruote") implica due valori che si integrano reciprocamente: stabilità e movimento. Unite insieme, queste due virtù sono garanzia di vitalità e di efficacia. La stabilità assicura l’equilibrio e la fermezza indispensabili; il movimento equivale al progresso, al procedere verso una mèta.

Catechesi paolina - Dà il titolo ad un importante volume, curato dal Centro di promozione e formazione della Società San Paolo.

Si tratta di una raccolta sistematica, sia pur sintetica, dell’immenso patrimonio di valori, indicazioni, esperienze che Don Alberione ha lasciato in eredità ai suoi figli, con l’intento di fornire in schede (oltre 100) un’esposizione chiara dei principali contenuti del carisma del Fondatore, che meritano un approfondimento ulteriore.

Un sussidio prezioso e indispensabile di formazione per tutti i membri della Famiglia Paolina, soprattutto per i laici.

Centro apostolato liturgico - Sono così chiamati i luoghi ove si promuovono i prodotti dell’apostolato delle Pie Discepole del Divin Maestro.

Chiesa Can. Francesco (Venerabile) - Nasce a Montà d’Alba (CN) nel 1874; compiuti gli studi nel Seminario di Alba, si laurea in Filosofia a Roma, in teologia a Genova, in Diritto ecclesiastico e civile a Torino. Per 33 anni è parroco della Chiesa di San Damiano in Alba e Canonico della Cattedrale. È considerato il padrino della Famiglia Paolina, direttore spirituale di Don Alberione e della maggior parte dei sacerdoti della diocesi. Alla sua morte, avvenuta nel 1946, il Vescovo lo definisce "il migliore dei figli della diocesi".

Un suo segreto: nei 50 anni del suo sacerdozio, ogni giorno è stato fedele a due ore di adorazione a Gesù Maestro, presente nel Tabernacolo. Amava tanto la Parola di Dio che aveva imparato a memoria tutta la Bibbia.

Chiesa (Sentire con la) - L’espressione è di sant’Ignazio. Don Alberione la prende e la fa sua e la consegna come sacra eredità ai suoi, consapevole dei rischi inerenti all’apostolato mediale. "Sentire con la Chiesa, amare la Chiesa, cooperare con la Chiesa: essere i suoi membri più santi, più impegnati, più attivi".

Chiese paoline - Segnaliamo i quattro templi eretti e seguiti direttamente dal Fondatore, per sensibilizzare e promuovere la devozione ai tre cardini della Famiglia Paolina:

il Tempio a San Paolo Apostolo in Alba nel 1928. Sorse al centro degli edifici che costituiscono la Casa Madre della Società San Paolo. Contiene come prima pietra, a fondamento del tempio, un mattone della Porta Santa della Basilica di San Paolo in Roma. Don Alberione così scriveva: "È la Chiesa della preghiera per la missione della buona stampa, vastissima di campo, intensa di opere... È la Chiesa dei missionari della buona stampa... Nella Chiesa il Divin Maestro diffonde i suoi raggi che sono la via, che sono la verità, che sono la vita...".

il Tempio al Divin Maestro in Alba nel 1936. Di stile gotico puro, i mattoni usati per costruire la chiesa furono impastati e messi a cuocere nella fornace San Paolo dalle Pie Discepole, dalle Figlie di San Paolo e da tanti paolini, ragazzi e chierici volontari. Nel 1935 giunse ad Alba la statua del Divin Maestro da collocare sopra l’altare; essa esprimeva molto bene alcuni significati fondamentali della spiritualità paolina: il riferimento alla Parola, alla totalità del mistero pasquale, alla missionarietà. Fu poi sostituita dal mosaico, con la ieratica figura del Maestro Divino, che ora adorna l’abside della Chiesa.

il Santuario alla Regina degli Apostoli in Roma nel 1954. Si trova al centro dei caseggiati della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo, in Via Alessandro Severo, eretta come ex voto per ringraziare la Vergine di aver preservato dalla morte tutti i membri della Famiglia Paolina durante la seconda guerra mondiale.

la Chiesa di Gesù Maestro in Roma nel 1966. Si trova presso la Casa delle Pie Discepole in Via Portuense. Scriveva Don Alberione: "Nell’elenco delle domande che almeno da sei anni, tutte le mattine, presento al Signore c’è questa: la costruzione della Chiesa al Divin Maestro". E poi. "... verrà il tempo in cui Gesù, proprio in centro di Roma, avrà in suo onore una Chiesa nella quale si domanderà incessantemente la luce per il mondo".

Compagnia di San Paolo (del Card. Ferrari) - Si chiama anche "Opera del cardinal Ferrari". Fu fondata nel 1920 dal medesimo cardinale e dal sacerdote Giovanni Rossi. Si compone di sacerdoti e laici (uomini e donne) che si dedicano a diversi servizi apostolici. Si ispirano all’apostolo Paolo.

Cooperatore Paolino (Il) - Si pubblica in Alba fin dal 1918 col titolo "Unione Cooperatori buona stampa", al fine di animare i Cooperatori paolini nel loro impegno di diffusione della buona stampa del carisma paolino. Col tempo si trasforma nell’attuale "Il Cooperatore Paolino", mensile della Famiglia Paolina, che viene pubblicato in diverse nazioni e lingue.

Il periodico è uno strumento per la formazione del laico cristiano paolino, mediante la cui lettura egli assimilerà sempre più lo spirito della Famiglia Paolina e si sentirà più coinvolto e preparato nell’azione apostolica. La rivista svolge anche la funzione di collegamento fra i vari gruppi nazionali e internazionali.

Cooperatori Paolini - Laici impegnati, uomini e donne, giovani e adulti, che credono nel valore e nell’ideale del carisma paolino e, rimanendo nel proprio stato, sono uniti in spirito e in opere a tutta la Famiglia Paolina. Essi, credendo nell’attualità e nell’urgenza del carisma paolino come sfida forte al mondo d’oggi, sono chiamati a vivere l’apostolato in tutte le sue espressioni e vivono la comunione con la Famiglia Paolina anche con la preghiera e l’offerta.

Coroncine - Con questo nome sono individuate alcune preghiere riportate nel libro delle Preghiere della Famiglia Paolina rivolte a San Paolo, alla Regina degli Apostoli, al Divin Maestro, a San Giuseppe, all’Angelo Custode, alle Anime del Purgatorio e al Sacro Cuore di Gesù.

Costituzioni della Società San Paolo - Si intendono le Costituzioni presentate dal Fondatore alla Santa Sede per riceverne l’approvazione. Subirono varie redazioni: quella del 1921, quella del 1927, quella del 1941 per il Decretum laudis, e quella definitiva approvata da Pio XII nel 1949. Dopo il Capitolo generale speciale (1969-1971), per mandato dello stesso Capitolo, furono presentate "rinnovate" alla Santa Sede. Dopo tre periodi di sperimentazione, furono approvate in via definitiva da Giovanni Paolo II nel 1984. In quello stesso anno furono approvate anche le Costituzioni delle Figlie di San Paolo, delle Pie Discepole e delle Pastorelle. Quelle delle Apostoline hanno avuto la prima approvazione diocesana nel 1993.

Date paoline - Ne ricordiamo quattro in particolare:

  • 4 aprile 1884, nascita del Fondatore

  • 20 agosto 1914, nascita della Società San Paolo e della Famiglia Paolina

  • 22 ottobre 1989, beatificazione del primo sacerdote paolino, Timoteo Giaccardo

  • 26 novembre 1971, morte del Fondatore.

Di qui voglio illuminare - È una delle tre frasi che si trovano scritte nelle chiese e cappelle paoline di tutto il mondo. Esse sono considerate il Patto dell’Alleanza della Famiglia Paolina. Durante una malattia, dalla quale esce guarito in maniera misteriosa, don Alberione ha l’assicurazione da parte del Divin Maestro a proseguire nell’opera intrapresa e il conforto di queste parole:

"Non temete, io sono con voi
Di qui voglio illuminare
Abbiate il dolore dei peccati"
(anno 1923).

Discepoli del Divin Maestro - Nome particolare con cui vengono chiamati i fratelli paolini non sacerdoti, ma che professano con loro i medesimi voti religiosi e con loro formano un’unica comunità di vita. Secondo il Fondatore il sacerdote e il discepolo uniti formano il "paolino".

Donec formetur Christus in vobis - È il titolo di un’opera di Don Alberione del 1932, che si presenta come una serie di brevi meditazioni adatte ad Esercizi spirituali, ma altresì ad un corso di noviziato, orientamento che il Fondatore volle espressamente aggiungere in un secondo momento. Per questo il volume riveste una particolare importanza nella formazione e nella spiritualità paolina. È diviso in tre parti, secondo uno schema molto caro a Don Alberione: via purgativa, via illuminativa e via unitiva.

Donna (La) associata allo zelo sacerdotale - È una celebre espressione di Don Alberione, che dà anche il titolo ad una sua opera, nella quale il Fondatore presenta la missione femminile. La donna può e deve essere di aiuto morale e religioso dell’uomo. Ecco perché la sua missione si pone accanto a quella del sacerdote per cooperarvi secondo i tempi, le circostanze, le occasioni. E compito del clero è quello di formare la donna a tutta la sua missione, attraverso una guida prudente e saggia.

Editore - Della parola editore Don Alberione forniva un’originalissima interpretazione: dal latino edere, "dare alla luce", passava all’espressione usata per la Madre del Signore che "edidit", ossia "diede alla luce il Salvatore" e quindi a quella di "dare alla luce" il messaggio evangelico, facendolo penetrare nella vita e nella cultura. Col termine di "edizione", perciò, lui era solito definire tutta l’attività paolina: dalla stampa al cinema, al disco, alla radio, alla televisione, all’arte in ogni sua espressione.

Edizioni Paoline - Logo dato alle pubblicazioni della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo. Dal 1994 si articolò in due rami: una edizioni San Paolo per le pubblicazioni della Società San Paolo e Paoline per quelle delle Figlie di San Paolo. Le une e le altre si avvalgono anche di un marchio specifico (v. voce, più avanti).

Famiglia Paolina - Con questa denominazione si designa l’insieme delle istituzioni fondate da Don Alberione. Si tratta di cinque congregazioni religiose:

Società San Paolo, Pia Società Figlie di San Paolo, Pie Discepole del Divin Maestro, Suore di Gesù buon Pastore o Pastorelle, Suore dell’Istituto Regina degli Apostoli o Apostoline; quattro istituti secolari "aggregati": "Gesù Sacerdote", "San Gabriele arcangelo", "Maria SS. Annunziata"; "Santa Famiglia"; e un movimento laicale: Associazione Cooperatori Paolini.

Don Alberione volle che le sue istituzioni fossero "famiglia" e che la famiglia fosse "paolina", perché tutte ispirate a san Paolo: nel modo di essere e di presentarsi, nel dinamismo apostolico e nei contenuti.

Nel 1960, il Fondatore traccia la missione della Famiglia Paolina: "Dev’essere uno lo spirito, quello contenuto nel cuore di San Paolo, ‘Cor Pauli cor Christi’, sono uguali le devozioni; e i vari fini convergono in un fine comune e generale: dare Gesù Cristo al mondo in modo completo, come Egli si è definito: ‘Io sono la Via, la Verità, la Vita’".

Feste paoline - Nella Famiglia Paolina si celebrano con particolare solennità:

  • la Regina degli apostoli, il sabato precedente la Pentecoste

  • san Paolo apostolo, il 30 giugno

  • Gesù buon Pastore, la quarta domenica di Pasqua

  • Maria madre del buon Pastore, il 3 settembre

  • Gesù divino Maestro, l’ultima domenica di ottobre

  • san Bernardo, il 20 agosto, inizio della Famiglia Paolina.

Figlie di San Paolo - Nate il 15 giugno 1915, si dedicano alla diffusione del messaggio evangelico con i mezzi della comunicazione sociale. Sono presenti in una cinquantina di paesi. Realizzano la loro missione attraverso centri editoriali, librerie, agenzie di pubblicità, giornate e settimane bibliche, ecc.
Sigla: FSP Logo editoriale:
Paoline

Fondazioni degli Istituti della Famiglia Paolina -

  • 20 agosto 1914: Società San Paolo

  • 15 giugno 1915: Figlie di San Paolo

  • 29 giugno 1917: Cooperatori Paolini

  • 10 febbraio 1924: Pie Discepole del Divin Maestro

  • 7 ottobre 1938: Pastorelle

  • 8 settembre 1959: Apostoline

  • 8 aprile 1960: Istituti aggregati:
    – S. Gabriele Arcangelo (Gabrielini)
    – Maria SS. Annunziata (Annunziatine)
    – Gesù Sacerdote
    – Santa Famiglia

Altre associazioni:

  • 10 febbraio 1960: Pia opera morti improvvise

  • 14 ottobre 1960: Società biblica cattolica internazionale

  • 13 aprile 1962: Apostolato delle tecniche audiovisive

  • 19 febbraio 1963: Preghiera sofferenza e carità per tutte le vocazioni

  • 22 aprile 1963: Unione delle famiglie cristiane

Gabrielini (Istituto San Gabriele Arcangelo) - È un ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, di cui fanno parte uomini e giovani che, pur restando nelle loro famiglie e nel loro campo di lavoro, mirano alla santificazione personale e all’apostolato paolino, attraverso una consacrazione di tipo secolare.

Gesù Sacerdote (Istituto) - È un ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, che raccoglie vescovi e sacerdoti del clero diocesano, al fine di assisterli sul piano umano, spirituale e soprannaturale per la santificazione propria e per un ministero pastorale sempre più aperto e aggiornato secondo le direttive della Chiesa.

Don Alberione così riassumeva i frutti particolarissimi che l’Istituto offre ai suoi membri:

  • speciale santificazione personale;

  • un ministero più ricco per le anime;

  • servizio più generoso nelle singole diocesi.

Giornate del Vangelo - Con questo nome si intendono le giornate ordinate a promuovere la diffusione del Vangelo nelle parrocchie, nelle famiglie, presso le istituzioni di vario genere: ospedali, fabbriche, scuole, ecc. A volte assumono altre denominazioni: feste del Divin Maestro, settimane bibliche, settimane catechistiche, missioni, ecc. tutte con lo scopo, sebbene con sfumature diverse, di diffondere la Parola di Dio. A seconda delle possibilità si tratterà di una "settimana" o di una "tre giorni" o di un "mese". Si alternano conferenze, incontri dialogati, centri di ascolto, visite alle famiglie, alle scuole, ecc. Se si svolgono presso le parrocchie, si tende a far visita a tutti i gruppi che la compongono. In genere si concludono con la celebrazione dell’Eucaristia ad onore del Divin Maestro, l’intronizzazione della Bibbia e con festeggiamenti popolari adeguati.

Haec Meditare - È il titolo di due raccolte di prediche di Don Alberione, fatte durante Istruzioni e Ritiri alle Figlie di San Paolo. Rappresentano una grande miniera di insegnamento per la conoscenza e l’approfondimento del carisma del Fondatore.

La prima serie è costituita da quattro volumi e la seconda serie da otto.

Inculturazione del carisma - Inculturare il carisma vuol dire calarlo in una determinata cultura, incarnarlo in un campo concreto. Il carisma, così, riceve l’apporto della nuova cultura e trasmette ad essa la sua linfa vitale. Perché questa inculturazione si verifichi è fondamentale ricordare i due poli indispensabili: il Fondatore e la situazione. Di qui la necessità di conoscere a fondo la vita e la prassi del Fondatore, come anche la necessità di conoscere la situazione (la cultura) in cui il suo carisma va ad incarnarsi. Occorre un’opera di discernimento: radicalizzandosi esclusivamente sul Fondatore si corre il rischio di restare fermi nel passato; non tenerne debitamente conto o aprirsi alla situazione concreta, è volare come un aereo senza rotta. (Vedi CISP, pp. 1007-1047: Contatti con cinque continenti).

Integralità - Parola chiave per capire la spiritualità e la missione apostolica paolina. Così la commenta Don Silvio Pignotti, il quarto successore di Don Alberione: «Ogni Paolino, quando riflette sulla sua spiritualità, va spontaneamente col pensiero alle parole che il Fondatore ci ha lasciato in Abundantes divitiae: Tutto l’uomo in Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto, natura e grazia e vocazione, per l’apostolato. Carro che corre poggiato sopra le quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà» (AD 100).

Intronizzazione del Vangelo - Con questa espressione, voluta da Don Alberione e usata già nel Concilio di Trento, si vuole indicare la cerimonia con la quale si benedice il Vangelo e lo si colloca nel luogo di maggior onore della casa. Questo lo si fa soprattutto in occasione delle "giornate del Vangelo" (v. voce). Sottolinea l’impegno che una famiglia o una comunità si assume nei confronti della Parola di Dio.

Ipsum audite - È il titolo di un’opera di Don Alberione, che raccoglie le meditazioni tenute alle Pie Discepole del Divin Maestro negli anni 1946-47. Attualmente si può trovare nell’Opera omnia, con il titolo "Alle Pie Discepole", comprendenti 14 volumi.

Istituti aggregati - Si chiamano così gli Istituti secolari paolini approvati dalla Santa Sede 1’8 aprile 1960. Essi sono:

– Istituto "Gesù Sacerdote", per sacerdoti diocesani

– Istituto "San Gabriele arcangelo", per giovani e adulti celibi

– Istituto "Maria SS. Annunziata", per donne nubili

– Istituto "Santa Famiglia", per sposi/e. Questo istituto ha avuto i suoi inizi poco prima della morte del Fondatore.

La finalità di questi istituti è la partecipazione alla spiritualità e alla missione paolina a partire dalla condizione secolare (nel mondo) in cui i membri si trovano. Fanno parte della Famiglia Paolina e si nutrono della medesima spiritualità.

Istituto Regina degli Apostoli per le vocazioni (Apostoline) - Fondate da Don Alberione nel 1959, hanno per missione l’apostolato vocazionale. Esso si esprime attraverso l’orientamento dei giovani alla vita e alle varie vocazioni, con particolare attenzione e responsabilità per le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata nelle sue varie forme, e attraverso l’animazione di tutto il popolo di Dio, soprattutto di coloro che hanno responsabilità educative (genitori, sacerdoti, religiosi, formatori, catechisti, operatori pastorali). Per attuare la loro missione si servono sia dei mezzi di "comunicazione diretta" (dialogo, discernimento, accompagnamento vocazionale) sia dei moderni mezzi di comunicazione sociale (pubblicano la rivista di orientamento per giovani "Se vuoi", posters, sussidi vari). Sono presenti in Italia, Brasile e prossimamente in Polonia.
Sigla: AP

Librerie Paoline - Secondo il pensiero del Fondatore, esse sono luoghi di apostolato: «non sono luoghi per far soldi, ma per far del bene alle persone». La libreria «è una chiesa e il libraio/a è un predicatore». In esse si deve dare la precedenza alle edizioni paoline. Il Fondatore le voleva in tutte le più importanti città del paese e invogliava a promuovere quelle internazionali.

Maestro - È una parola molto in uso nella Famiglia Paolina

  • con riferimento a Gesù è spesso unita al trinomio Via, Verità e Vita o alla parola Pastore;

  • riferita al "maestro di gruppo", indica il formatore, "colui che presiede alla formazione spirituale, intellettuale, apostolica, umana e religiosa";

  • detta del "maestro di reparto" si riferisce a colui che è il responsabile dei giovani aspiranti, dei novizi e dei giovani professi.

Cfr. AA. VV. Gesù, il Maestro, ieri, oggi e sempre. La spiritualità del paolino comunicatore, Società San Paolo, Roma 1997.

Manuale di preghiere - Nel 1922 si stampa il libro "Le preghiere della Pia Società San Paolo", opera di don Giacomo Alberione. Ogni volta che veniva rieditata, lo stesso autore ritoccava, aggiungeva, toglieva. Si è giunti così ad un "manuale" vero e proprio di preghiere per tutta la Famiglia Paolina. All’inizio conteneva molte preghiere tratte dalla pietà popolare; poi, col tempo, assunse la sua fisionomia tutta "paolina".

Per utilizzarlo al meglio, occorre tener presente l’intenzione di Don Alberione che voleva formule capaci di mantenere l’unità di spirito, ma che allo stesso tempo avvertiva essere meno importanti le formule e più le introduzioni ad esse perché danno lo "spirito" della pietà paolina (cfr. UPS I, pp. 310-311).

Marchio -

San Paolo: È caratterizzato dall’accostamento di due elementi diversi e da un grande dinamismo. i principali valori associati al marchio sono stati: precisione, energia, tensione, apertura, dinamismo, creatività, spiritualità, infinito. I prodotti suggeriti per abbinarsi al marchio sono stati: prodotti culturali, di opinione pubblica, di creatività spirituale. Il marchio San Paolo può suggerire sia la missione di mettere in contatto la Parola di Dio e il flusso della storia sia il ricco dinamismo apostolico di San Paolo.

Paoline: Il segno del mondo richiama in modo evidente l’evangelizzazione. Un mondo non definito nelle sue linee, in divenire e in ricerca. Indica quell’impegno per il Vangelo che si esprime nella varietà delle opere apostoliche, ma nell’unità degli intenti e della medesima missione. È un invito ad agire nel mondo odierno con lo slancio di Paolo, in ogni angolo della terra, sempre protese in avanti, per fare a tutti la carità della verità.

Pie Discepole: È il simbolo che traduce l’identità della Congregazione e comunica un messaggio di vita. Il movimento di salvezza, che parte dalla croce di Cristo morto e risorto, ora abbraccia il cosmo ricreato e sfida a vivere una vita pienamente evangelica. La spirale, particolare di un universo in continua espansione; la croce, mezzo di salvezza, il pane, segno di un bisogno prioritario e la scelta cromatica che, dal colore rosso – simbolo dell’amore e del sangue versato da Cristo – tende a modificarsi in arancio, giallo, verde e blu sono gli elementi essenziali che lo compongono. La sigla pddm richiama il nome ufficiale in lingua latina - Piae Discipulae Divini Magistri e la presenta come Congregazione internazionale.

Merlo Suor Tecla (Venerabile) - Nasce a Castagnito d’Alba (CN) nel 1894, col nome di Teresa. A 20 anni incontra don Alberione e da lui ascolta che la donna può fare tanto bene con l’apostolato della buona stampa e con tutti i mezzi di comunicazione. Inizia nella maniera più umile e più semplice che si possa immaginare: con un lavoro di sartoria, cucendo camicie per i soldati della I guerra mondiale, ma ben presto comincia a cucire i sedicesimi della "Dottrina cristiana". Proprio a lei il fondatore affida una piccola tipografia a Susa, e di lì a poco anche una libreria. Nel 1922 emette i voti religiosi, le viene imposto il nome di Tecla, la prima discepola di San Paolo, ed è eletta superiora generale della congregazione femminile delle Figlie di San Paolo.

Da buona paolina inizia i suoi viaggi: dall’Italia all’America, all’Europa, all’Asia per creare nuovi centri di apostolato e per visitare le sue figlie. Di lei è stato scritto: "Fu la donna del secolo. Il secolo XX aveva bisogno di questa donna dinamica e forte che attraversò oceani e incrociò cieli con l’entusiasmo di dare impulso a nuove iniziative, sempre più moderne".

Metodo integrale (o Metodo paolino) - E il metodo che abbraccia tutta la persona umana nelle sue dimensioni intellettive (mente), volitiva (volontà) e vitale (sentimento, cuore). Don Alberione lo applica alla formazione umana, allo studio e all’esercizio dell’apostolato. Formare l’uomo, formare il cristiano, formare l’apostolo: è questo il fine di tale metodo improntato all’esempio del Maestro Divino e al trinomio col quale si autori vela: Io sono la Via, la Verità e la Vita (Gv 14,6). Questo metodo continua ad essere valido.

Il metodo si applica ad ogni campo della vita paolina: al lavoro spirituale, attraverso la tensione ad un’assimilazione integrale a Cristo; allo studio, con l’impegno di tutta la persona ad una visione integrale; all’apostolato, permettendo di far giungere a tutto l’uomo i contenuti completi della vita cristiana: dogma, morale e culto; all’organizzazione della propria vita, alla meditazione, alla revisione personale, ecc.

Ricordiamo sempre ciò che di esso afferma il Fondatore: metodo per imparare a camminare, non per impedire la crescita.

Mihi vivere Christus est - È il titolo di un volume in cui sono state raccolte le meditazioni fatte da don Alberione ai Confratelli che parteciparono al Corso di Esercizi spirituali tenuto ad Alba nel giugno 1938. Tale testo fu raccolto da don Giaccardo e successivamente corretto proprio da Don Alberione, che vi apportò numerose aggiunte, modifiche e qualche cancellatura. Originariamente aveva per titolo "Sectamini fidem", stampato nel 1938, subito dopo gli Esercizi.

Non temete, io sono con voi - E la prima delle tre "ispirazioni" ricevute dal Fondatore durante la grave malattia del 1923 quando il Maestro Divino volle confermarlo e incoraggiarlo a continuare l’opera intrapresa. Da quel momento la troviamo scritta, insieme alle altre due, in tutte le cappelle e chiese paoline del mondo.

Nella Bibbia, l’espressione "non temere" è presente 366 volte, quasi una specie di vitamina quotidiana.

Novità - La parola "novità", aggiornamento, attuazione è un termine che assume grande importanza nella vita e nell’opera di Don Alberione. Indica inequivocabilmente l’apertura ai "segni dei tempi". Frenato dal "modernismo", movimento ecclesiale condannato dal papa san Pio X (1903-1914), Don Alberione non voleva che della sua opera si dicesse che era "nuova", originale, insolita... Però, a volte, si liberava di questo timore e allora ne veniva fuori tutta la "novità". Della vocazione paolina diceva: «passarono molti anni prima che potesse dare un’idea chiara sopra una vocazione che aveva tanto del nuovo» (Mi protendo in avanti, p. 41). In AD parla di "mezzi nuovi", di "nuovo secolo", di "nuova schiera di apostoli" e soprattutto di "nuovo slancio missionario" (AD 19-20).

Paolo VI, il 28 giungo 1969, gli riconosce solennemente questa "novità" (v. CISP, p. 553) «...nuovi strumenti... nuovi mezzi... nuova capacità... nuova coscienza...».

Offertorio paolino - È il titolo con cui si conosce, dal 1975 in poi, la preghiera di Don Alberione "Per chi sente sete di anime come Gesù". Tre sono i temi fondamentali della preghiera: la sete (di anime); la riparazione (espiazione, riconciliazione, vittima, cuore di Gesù); il sacrificio-offerta di se stessi.

Opera di San Paolo - Fondata dal sacerdote Joseph Schorderet (1840-1893) a Friburgo (Svizzera), assume la stampa come mezzo per arrivare alle masse, nello spirito di San Paolo.

Opera Sante Messe (2.400) - È l’opera che Don Alberione avviò per dimostrare la sua gratitudine ai Cooperatori della Buona Stampa, che lo aiutarono nelle sue iniziative fin dalla prima ora.

All’inizio si trattava di una messa, poi di tre e, con l’accrescersi del numero dei sacerdoti paolini, andò via via aumentando l’impegno, sino a raggiungere le duemilaquattrocento (2.400). Di qui l’attuale denominazione.

Al frutto di queste sante messe possono partecipare anche i defunti debitamente iscritti a quest’opera.

Nel pensiero del Fondatore, i beneficiari sono nell’ordine: i Paolini/e, i Cooperatori, gli iscritti.

(Cfr. Benito Spoletini, Il "Tesoro di grazia" paolino e l’Opera delle Sante Messe secondo Don Alberione, Casa Generalizia Società San Paolo, Roma 1993).

Paoline - Riferito alla Famiglia Paolina è l’attributo che indica soprattutto i membri dell’Istituto femminile: Figlie di San Paolo.

Dal 1994, "Paoline" indica anche le iniziative editoriali delle Figlie di San Paolo: è il logo scritto in rosso accanto al marchio rappresentato dal globo tracciato in nero.

Paolisti - Società dei sacerdoti missionari di San Paolo, fondata negli Stati Uniti nel 1858 dal Padre Isaac Thomas Hecker, il quale nella sua opera di evangelizzazione riservò grande attenzione all’importanza della stampa. Rimase famosa la polemica sull’"americanismo" sorta dopo la sua morte. Di questo "pioniere" è in corso la causa di beatificazione.

Papi (al tempo di Don Alberione) - Nella vita di Don Alberione si susseguono sette papi:

  1. Leone XIII (1878-1903): da lui prende i "nuovi" contenuti della missione e dello spirito paolino.

  2. Pio X (1903-1914): da lui accoglie lo spirito pastorale, la catechesi, la fedeltà alla Chiesa (da non dimenticare il trauma modernista).

  3. Benedetto XV (1914-1921): da lui desume l’idea della Bibbia in ogni famiglia.

  4. Pio XI (1921-1939): da lui riceve l’impulso per la stampa, le missioni, i nuovi mezzi di comunicazione. È il Papa dell’approvazione diocesana della Società San Paolo.

  5. Pio XII (1939-1958): da lui riceve una maggior apertura ai nuovi mezzi, la formazione solida, un nuovo universalismo. È il Papa dell’approvazione pontificia della Società San Paolo (27.6.1948).

  6. Giovanni XXIII (1958-1963): da lui accoglie il sogno di un rinnovamento della Chiesa, un ecumenismo più evangelico, le nuove frontiere della Chiesa.

  7. Paolo VI (1963-1978): da lui ottiene il riconoscimento della "novità" del carisma paolino. Don Alberione accoglie con gratitudine il rinnovamento della Chiesa e sente profondamente ciò che la presenza "paolina può e deve dare".

Patto o Segreto di riuscita - È l’alleanza che Don Alberione – a nome di tutta la sua famiglia religiosa – fa con il Divin Maestro, assistito da san Paolo e dalla Vergine Maria. La data di nascita è il 6 gennaio del 1919. Successivamente la "formula" andò adeguandosi alle nuove esigenze. Il "Patto" o "Segreto di riuscita" – ancora presente nel libro di preghiere della Famiglia Paolina – poggia su un presupposto di fede: noi possiamo corrispondere alla "vocazione speciale", nonostante la nostra insufficienza e incapacità, perché «Dio si è preventivamente impegnato a darci tutto il necessario». Questa fede esige una risposta totale, piena, generosa, perseverante. Il "Patto" non è una formula, è vita.

Pia Unione Morti improvvise - Approvata il 10 febbraio 1960, aveva per scopo di impetrare dal Signore che tutti coloro che passano da questa vita all’eternità "improvvisamente e tragicamente", possano morire in grazia di Dio. A questo fine la Pia Opera organizza, attraverso i suoi iscritti, un tesoro spirituale di preghiere e di opere buone per implorare dalla misericordia del Signore la grazia della salvezza eterna.

Pia Unione preghiere, sofferenze e carità, per tutte le vocazioni - Approvata il 19 febbraio 1963, aveva come scopo di assicurare alla Chiesa, attraverso un contributo permanente di preghiere, mortificazioni e carità, un numero sempre crescente di vocazioni per tutti gli apostolati, una conveniente preparazione dei chiamati al loro ministero, e impetrare per l’intercessione di Maria, Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli, la fedeltà di tutti i consacrati e la santificazione nei loro ministeri.

Pie Discepole del Divin Maestro - È la terza congregazione fondata da Don Alberione il 10 febbraio 1924. In questa nuova fondazione un ruolo di prim’ordine fu riservato a suor Scolastica Rivata, la prima Madre e Superiora Generale, di cui è in corso la causa di beatificazione. La sua finalità è articolata in un triplice servizio: eucaristico, sacerdotale, liturgico. Il loro apostolato più significativo è quello vissuto davanti al Cristo Eucaristia in un’adorazione continua, pregando per la Famiglia Paolina, impegnata nei vari campi apostolici, e per l’umanità intera. Operano in collaborazione con i sacerdoti nello svolgimento del loro ministero, nelle difficoltà e preoccupazioni pastorali. Nel settore della liturgia operano attraverso diverse iniziative di formazione, di animazione e di catechesi e con un intenso lavoro nei vari campi dell’arte. In particolare sono presenti e svolgono la loro attività nei Centri di Apostolato liturgico. Pubblicano la rivista "La vita in Cristo e nella Chiesa". Sono presenti nei cinque continenti.
Sigla: PDDM

Predicazione - È il vocabolo usato da Don Alberione come sinonimo di evangelizzazione riferito al compito specifico dei Paolini nella Chiesa. Per lui era fondamentale che la missione paolina fosse sempre riconosciuta come "predicazione". Cioè: quello che gli altri predicatori fanno per diffondere la Parola di Dio oralmente, i Paolini lo fanno annunciandola con gli strumenti della comunicazione sociale. Su questo versante Don Alberione ha combattuto la sua battaglia presso le autorità ecclesiastiche dal 1921 al 1927. Il Concilio Vaticano II, col decreto Inter mirifica, darà pieno riconoscimento a questo tipo di apostolato nella Chiesa. (v. Redazione).

Prima Maestra - È il titolo con cui viene designata suor Tecla Merlo (1894-1964) nel momento in cui le Figlie di San Paolo ricevono l’approvazione e sono costituite in congregazione religiosa di diritto diocesano il 15 marzo 1929. Il 22 gennaio 1991 suor Tecla è dichiarata "venerabile" dal papa Giovanni Paolo II.

Primo Maestro - È il titolo che don Alberione assume ufficialmente il 12 marzo 1927, al momento in cui la Società San Paolo è approvata e costituita in congregazione religiosa di diritto diocesano. Questo titolo andò via via sostituendo quello di "Signor Teologo".

Promessa del cooperatore paolino - È l’accettazione di un nuovo membro che entra ufficialmente a far parte dell’Associazione Nazionale dei Cooperatori Paolini. Essa viene professata in forma pubblica, alla presenza di un delegato ufficiale dell’Associazione e di altri Cooperatori.

Quattro ruote - Indicano i quattro ambiti o aspetti attraverso i quali si snoda la vita paolina e che Don Alberione sintetizza così: pietà (o spiritualità), studio (cultura, scienza), apostolato (o missione), povertà (formazione umana, capacità di fare comunità). Oggi, pur parlando di "dimensioni" (v. Carro paolino), le quattro ruote costituiscono i cardini sui quali ruota la nostra vita paolina.

Redazione - Con questo termine Don Alberione intende indicare la modalità specifica con cui i Paolini/e sono presenti nell’evangelizzazione operata con gli strumenti della comunicazione sociale. Al riguardo il Fondatore è esplicito:

«Siamo (Paolini/e) nella Chiesa per la redazione. Questo non è un ministero, è il ministero; a questo ministero non si dedica un tempo, ma il tempo...». Con questo voleva sottolineare l’importanza della missione paolina: siamo nella Chiesa per elaborare contenuti evangelici, salvifici e non solo per stampare... Ciò che importa è evangelizzare. Di qui la necessità di sapersi districare in ogni forma di redazione: libraria, giornalistica, cinematografica, radiofonica, discografica, ecc.
(v.
Predicazione).

Regina degli Apostoli (Maria) - È il titolo con cui il Fondatore ha voluto che si venerasse la Madre di Dio, per evidenziare la presenza della Vergine nell’impegno apostolico.

Secondo Don Alberione tre sono i motivi per cui Maria è Regina degli Apostoli:

a) "Maria è Madre, Maestra e Regina degli Apostoli, perché ci ha dato Gesù, compiendo così il più grande apostolato: da Gesù Cristo infatti c’è venuto ogni bene e la salvezza eterna;

b) Maria è Madre, Maestra e Regina degli Apostoli, perché esercitò in sommo grado tutti gli apostolati. Molteplici sono le forme dell’apostolato nella Chiesa: della preghiera, dell’esempio, delle opere, della parola; Maria li esercitò tutti in modo perfetto;

c) Maria è ancora Madre, Maestra e Regina degli Apostoli, perché possedette in grado eminente le doti dell’apostolo; fu eletta, tale la riconobbero gli Apostoli, fu incoronata Regina della SS. Trinità".

Il quadro raffigurante Maria Regina degli Apostoli, dipinto dal pittore romano G. B. Conti, dietro suggerimento di Don Alberione, ritrae Maria al centro del gruppo apostolico, nell’atto di presentare e offrire al mondo il suo Figlio Gesù, recante nella mano il rotolo dell’annunzio salvifico.

Requiescite pusillum - È il titolo di un’opera di Don Alberione che raccoglie tre sue meditazioni, svolte durante ritiri spirituali del 1932 e 1933: "La giornata santificata", "La passione predominante" e "Lo spirito di fede".

Riparazione - Don Alberione attribuì grande valore alla "riparazione" intesa "paolinamente", cioè legata alla specifica missione. A tale fine compose la preghiera "Per chi sente sete di anime come Gesù", oggi chiamata "Offertorio paolino" (v. voce).

Nell’intenzione del Fondatore, la riparazione doveva concretizzarsi anche in opere opportune come quella di opporre un libro buono ad uno cattivo, o prendere lo spazio ad una pellicola cattiva programmandone una buona, e così via. Senza dire, poi, che la vita stessa spesa nel campo della evangelizzazione con i mezzi della comunicazione sociale è la miglior riparazione ai mali causati dagli stessi mezzi usati male.

La preoccupazione di Don Alberione era quella di dare il massimo impulso ad una visione biblica della riparazione.

Rivata Madre M. Scolastica (Serva di Dio) - Nasce a Guarene (CN) nel 1897, col nome di Orsola. A sei anni non ancora compiuti, rimasta orfana di madre, fu di grande aiuto alla sua famiglia. "Lavoro e preghiera" costituirono il suo ritmo di vita, finché rispose all’invito del Signore che la chiamava ad essere solo per Lui. Perciò raggiunse Alba e Don Alberione che farà di lei la "prima madre" delle Pie Discepole del Divin Maestro. Nei suoi "Ricordi" Suor M. Scolastica scrive del primo incontro col fondatore: "... mi fece dare un libro di preghiere e la coroncina a San Paolo che mi piaceva tanto, ed ogni giorno la recitavo e mi sentivo infiammare sempre più dal desiderio di essere al più presto religiosa...".

Sala San Paolo - Così si chiamava la grande sala nella quale si riunivano i giovani paolini per redigere i libri o gli articoli destinati alle riviste e periodici della congregazione. Era dotata di numerose macchine per scrivere diventate lo strumento per esercitare l’apostolato paolino. Siamo negli anni ’30. Ad ogni Paolino prossimo all’ordinazione sacerdotale veniva richiesta la redazione di un’opera originale o la traduzione di una già esistente in lingua diversa dalla propria. Fu allora che videro la luce molte agiografìe della consistenza di 96-120 pagine e, successivamente, libri di testo preparati da giovani paolini.

San Paolo Apostolo - È l’apostolo delle genti. Don Alberione lo sceglie come protettore, guida, ispiratore della sua opera e della sua famiglia religiosa. A lui si ispira per la missione specifica, per la spiritualità e per la visione e l’approccio cristologico. Commuove il desiderio manifestato nel 1954: «Dopo la mia morte non si parli più di me. San Paolo è il padre, il maestro, l’ispiratore: è lui che dovete seguire» (cfr. AD 2).

San Paolo (circolare) - Così don Alberione intitolò la lettera circolare interna della Società San Paolo. I primi fogli volanti che portavano questo titolo furono redatti negli anni ’20. Questo bollettino ufficiale vide la luce nell’ottobre del 1934, ma il primo numero non si è conservato, anche se ne conosciamo il contenuto per altre vie. Nel 1933 Don Alberione aveva incominciato ad inviare lettere circolari alle comunità. Il "San Paolo" si iscrive nella continuità di questa tradizione. Nel 1969 il Fondatore firma il suo ultimo numero al momento di lasciare la conduzione diretta della congregazione.

San Paolo Film - È l’iniziativa apostolica paolina nel campo della cinematografia. Nasce con il nome di Romana Editrice Film nel 1939. La sua prima realizzazione fu il film Abuna Messias, girato a Cinecittà ed in Etiopia, sulla vita del cardinal Massaia. Fu premiato con il Leone d’oro e la Coppa Mussolini a Venezia. Successivamente la San Paolo Film, oltre alla produzione, si dedicò alla riduzione in 16 mm delle grandi opere cinematografiche portatrici di significativi valori umano-cristiani. Per decenni rifornì di pellicole valide le sale cinematografiche parrocchiali, i collegi, le scuole e istituzioni varie. Resta famosa, negli anni ’50 la produzione dei cortometraggi catechistici e, poi, dei film biblici. Oggi l’Audiovisivi San Paolo si dedica alla produzione e alla diffusione di videocassette, musicassette, compact disc...

Santa Famiglia (Istituto) - È un ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, di cui fanno parte i coniugi cristiani, aperti alle esigenze apostoliche dello spirito paolino, per la santificazione delle famiglie.

Soprattutto in un tempo come il nostro, dove la famiglia viene minacciata da ogni parte, scossa fin dalle fondamenta, è assolutamente fondamentale – da parte di una famiglia cristiana – offrire la testimonianza di un’unione vissuta nella sua sacralità e indissolubilità, con dedizione totale e fedele, sempre, e come servizio in Cristo e nella Chiesa.
Sigla: ISF

Santi Paolini - Con questa espressione si intendono quei Paolini che lo stesso Fondatore presentò alle autorità ecclesiastiche perché fosse avviato il rispettivo processo canonico in vista del riconoscimento ufficiale di santità:

  1. don Timoteo Giaccardo (1896-1948), dichiarato "beato" da Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1989;

  2. suor Tecla Merlo (1894-1964), Prima Maestra e Superiora Generale delle Figlie di San Paolo; venerabile;

  3. fratel Andrea Borello (1916-1948), discepolo del Divin Maestro; venerabile;

  4. Maggiorino Vigolungo (1904-1918), aspirante paolino; venerabile;

  5. can. Francesco Chiesa (1874-1946), direttore spirituale del Fondatore; venerabile.

Dopo la morte del Fondatore:

  1. don Giacomo Alberione (1884-1971), Fondatore della Famiglia Paolina, venerabile;

  2. madre Scolastica Rivata (1897-1997), Prima Madre delle Pie Discepole del Divin Maestro. serva di Dio.

Santuari - Nella vita di Don Alberione hanno avuto un’importanza particolare tre santuari:

– quello della Madonna dei fiori di Bra (CN) dove la mamma consacrò alla Vergine il piccolo Giacomo subito dopo l’amministrazione del battesimo (1884);

– quello della Madonna delle Grazie in Cherasco, di cui il Fondatore stesso scrisse il libro nel 1912;

– quello della Madonna della Moretta in Alba, dove nel 1913 Don Alberione depose nelle mani di Maria la sua missione;

– quello della Regina degli Apostoli da lui stesso eretto in Roma come ringraziamento a Maria per aver protetto i membri della Famiglia Palina dai mali della guerra. È stato consacrato nel 1954 come centro di irradiazione mariana e per le vocazioni di tutto il mondo.

Servi/e di Maria - Era il nome con cui si designavano i novizi della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo. Durante il rito di ingresso al noviziato venivano loro consegnate le Costituzioni, le Lettere di san Paolo e il testo dell’allora beato (ora santo) Luigi Maria Grignon de Montfort, il Trattato della vera devozione a Maria: di qui il nome di "Servi di Maria".

Signor Maestro - Con questo appellativo era chiamato don Timoteo Giaccardo, primo sacerdote paolino, primo Vicario generale della Società San Paolo e primo membro della Famiglia Paolina giunto agli onori degli altari.

Siti Internet - La nuova tecnologia multimediale di "Internet" ha offerto alla Famiglia Paolina la possibilità di avere a disposizione due Siti: quello della Società San Paolo, all’interno del quale si possono reperire notizie sulla missione, su tutta la Famiglia Paolina, sul fondatore, sulle novità editoriali.
L’indirizzo è: www.sanpaolo.org

Vi è poi il Sito delle Figlie di San Paolo, all’interno del quale si possono trovare indicazioni sull’espansione missionaria, sulle varie novità editoriali e multimediali. Di particolare utilità la libreria virtuale, che permette di acquistare "on line".
L’indirizzo è: www.paoline.org

Nel Sito delle Pie Discepole del Divin Maestro si possono trovare informazioni sulla storia della fondazione, sul Fondatore e le prime Pie Discepole, sulla spiritualità, missione, formazione, studi, opere e iniziative apostoliche della Congregazione nel mondo.
L’indirizzo è: www.pddm.org

Si vis perfectus esse - È il titolo di un’opera di Don Alberione, che raccoglie le meditazioni tenute ai chierici della Società San Paolo in un Corso di Esercizi Spirituali, durante la Novena dell’Immacolata del 1933, avente per tema: la Vita religiosa.

Società biblica cattolica internazionale - Si tratta di una Associazione che risale agli anni ’20, quando Don Alberione iniziò l’attività biblica dandole una crescente organizzazione. Nel 1936 detta Associazione viene trasferita da Alba a Roma. Il 19 ottobre 1961, il papa Giovanni XXIII fece recapitare a Don Alberione una lettera apostolica per ricordare il XXV anniversario di questo trasferimento. L’Associazione era stata elevata al grado di "primaria" con il Breve pontificio del 14 ottobre del 1960.

Oggi è presente in molti paesi del mondo. Dopo l’avvento del Concilio Vaticano II ha assunto un nuovo vigore e una migliore organizzazione, grazie anche al Governo generale della Società San Paolo che nel 1988 le impresse un nuovo slancio apostolico. Sigla: SOBICAIN

Società San Paolo - È la congregazione religiosa primogenita della Famiglia paolina nata il 20 agosto 1914 e approvata in via definitiva dal papa Pio XII il 10 maggio 1949.1 suoi membri si dedicano all’evangelizzazione servendosi dei mezzi della comunicazione sociale e, secondo quanto intendeva il Fondatore, di ogni altro mezzo che la scienza e il progresso mettono a disposizione per la diffusione del pensiero e della cultura.
Sigla: SSP

Spirito Paolino - È il principio e la fonte che alimenta tutto l’essere paolino. Il Fondatore lo identifica spesso con la spiritualità. È un modo di «vivere integralmente il vangelo; vivere nel Divin Maestro in quanto egli è Via, Verità e Vita; viverlo come lo ha compreso il suo discepolo san Paolo. Questo spirito forma l’anima della Famiglia Paolina» (UPS III, p. 187).

Statuto e Direttorio Cooperatori Paolini - È un "vademecum" prezioso per ogni cooperatore paolino. In data 11 marzo 1988 la Santa Sede approvava lo Statuto dell’Unione Cooperatori Paolini: una trascrizione aggiornata del primo Statuto scritto da don Alberione nel 1918.

Subito ci si accorse però che il testo approvato richiedeva delle modifiche e integrazioni per renderlo valido e potervi comprendere tutti i gruppi di Cooperatori che fanno riferimento alle Congregazioni Paoline. Perciò nell’Incontro dei Governi Generali della Famiglia Paolina del 1990 fu creata un’apposita Commissione, che ha lavorato per due anni allo Statuto attuale, che è ad experimentum.

Mentre lo "Statuto" è la parte per così dire contenutistica, il "Direttorio" è la parte applicativa e pratica. Alla redazione del Direttorio ha lavorato la Direzione Nazionale dei Cooperatori Paolini negli anni 1995-1997.

Storia carismatica della Famiglia Paolina - Ha questa specificazione il sottotitolo del testo di Don Alberione raccolto nel volume dal titolo "Abundantes divitiae gratiae suae" (v. voce). A grandi tratti il Fondatore presenta la "storia" del carisma paolino, le sue caratteristiche, le origini, gli obblighi che ne derivano, ecc. È un documento "fondante" che mette in luce l’azione dello Spirito nella vita del Fondatore e un richiamo alla fedeltà originaria per tutta la Famiglia Paolina.

Studio Paolino Internazionale della Comunicazione sociale - Nato allo scopo di uno studio scientifico delle discipline della comunicazione sociale in vista di un loro impiego nella pastorale.

"Capire e valorizzare il fenomeno della comunicazione sociale, interrogandosi sulla validità della proposta cristiana che i mass media sono in grado di trasmettere, comporta apertura mentale e competenza specifica. L’equilibrio di una professionalità cristiana nella comunicazione sociale dovrebbe costituirsi sulla sintesi ideale tra la fede degli apostoli, il genio degli artisti e la scienza dei tecnici" (dall’opuscolo illustrativo).

Conscio della serietà di questo impegno, lo SPICS ha organizzato un biennio accademico a tempo pieno, aperto a tutti coloro che hanno fatto dei mass media il campo dei loro studi e della loro attività apostolica.

Ha sede in Roma alla Via Alessandro Severo, 58.
Sigla: SPICS

Successori di Don Alberione - Ricordiamo i primi quattro succeduti al Fondatore nella conduzione generale della Società San Paolo:

  1. don Luigi Zanoni (1969-1975)

  2. don Raffaele Tonni (1975-1980)

  3. don Renato Perino (1980-1992)

  4. don Silvio Pignotti (1992-1998)

  5. don Pietro Campus (1998-….)

Suore di Gesù Buon Pastore (Pastorelle) - Fondate da Don Alberione nel 1938, sono il volto femminile del ministero parrocchiale. In reciprocità e comunione di responsabilità con i Pastori e tutto il popolo di Dio, sono chiamate anzitutto a dare un’anima alla pastorale della chiesa locale. Presenti in 14 nazioni, "esercitano un apostolato a contatto diretto con le anime e le famiglie" delle parrocchie in cui sono inserite. Ispirandosi alla vita pubblica di Cristo Pastore, offrono un contributo qualificato nell’attività di animazione pastorale e di formazione degli operatori pastorali, favorendo anche l’uso dei moderni mezzi di comunicazione per l’evangelizzazione.
Sigla: SGBP

Tametsi futura - Enciclica del papa Leone XIII sul Cristo Redentore. Fu emanata il giorno 1° novembre 1900 in preparazione al nuovo secolo, sulle orme del Cristo Redentore Via, Verità e Vita di ogni individuo e dei popoli. Don Alberione coglie il trinomio giovanneo e lo assume come nucleo della spiritualità paolina in unione all’appellativo "Maestro".

Ut perfectus sit homo Dei - È il titolo dell’opera che raccoglie le meditazioni e le istruzioni che diversi sacerdoti paolini, unitamente a Don Alberione, hanno tenuto durante il primo incontro internazionale paolino ad Ariccia (RM) nel mese di aprile 1960, voluto espressamente dal Fondatore. In questo mese di "esercizi", cui parteciparono 129 Paolini provenienti da tutto il mondo, Don Alberione intese "aggiornare" il pensiero e la prassi apostolica della Congregazione, in vista dell’immediato futuro (imminente Concilio Vaticano II), ma con lo sguardo rivolto anche oltre (v. Aggiornamento).
Sigla: UPS

Ut unum sint - La sigla indica l’associazione, voluta da Don Alberione, allo scopo di promuovere l’unità di tutti i cristiani nell’unica Chiesa di Cristo, nello spirito della preghiera sacerdotale di Gesù. Fu approvata da Papa Giovanni il 16 dicembre 1960. Per anni ha organizzato interessanti corsi biblici per corrispondenza, nella convinzione che la Sacra Scrittura costituisca un comune terreno di incontro, ed è per questo che cerca di far penetrare ovunque la Parola di Dio.

Via humanitatis - L’opuscolo con il testo della "Via humanitatis" fu inviato da Don Alberione a tutti i membri della Famiglia Paolina, come "dono natalizio" nell’imminenza del Natale 1947. È una preghiera che segue il modello della "Via crucis", e presenta una dimensione cosmica. Il destino dell’uomo – la sua "Via" – comincia con la creazione e la rivelazione naturale, passa attraverso la rivelazione soprannaturale della Bibbia, culminante nell’incarnazione del Cristo, continua nella vita della Chiesa, e si conclude con la parusia e la vita eterna. Non è solo una preghiera, ma una proposta teologica, impostata sulla dottrina di Gesù Maestro, Via, Verità e Vita. Ognuno dei 30 quadri in cui è suddivisa la "Via humanitatis" consta di una enunciazione teologica (Verità), di una invocazione per assimilare l’enunciato nella vita concreta (Via) e di una preghiera (Vita).

Vigolungo Maggiorino (Venerabile) - Nasce a Benevello d’Alba (CN) nel 1904, da modesti genitori, umili lavoratori dei campi, ma ricchi di fede. Di intelligenza aperta e di temperamento molto vivace, vuole essere il primo in tutto: nello studio, nel gioco, nel lavoro, nella bontà.

Incontratosi con Don Alberione, inizia con lui la direzione spirituale e si entusiasma di tre realtà che divengono il suo ideale: farsi presto santo; divenire sacerdote; essere apostolo della buona stampa. Rispondendo all’invito del Signore, nel 1916 entra nella Società San Paolo, a soli 12 anni, scrivendo alla famiglia: "Pregate che non abbia a tradire la mia vocazione perché è la più bella di tutte".

Amante dell’Eucaristia, seppe imporsi anche gravi sacrifici per non rinunziare alla Santa Comunione.

Non volendo accettare nella sua vita la mediocrità, egli si propose come programma di vita di "progredire un tantino ogni giorno". Fu fedele a questo suo proposito fino alla morte, compiendo mirabili progressi nella virtù e nell’apostolato.

A 14 anni compiuti, colpito da grave malattia, a Don Alberione che gli domandava se desiderava guarire o andare in Paradiso, rispondeva: "Desidero fare la volontà del Signore". Offre la sua vita per la nascente Famiglia Paolina e per il suo apostolato nel mondo.

Le sue ultime parole sono state: "Mi saluti tutti i miei compagni; che preghino per me e che abbiamo a ritrovarci tutti insieme in Paradiso".

Visita - Questa parola rimanda alla pratica di pietà della durata di un’ora che i Paolini/e dedicano ogni giorno al Cristo Maestro Via, Verità e Vita presente nell’Eucaristia. Secondo il Fondatore questa è la pratica tipica che caratterizza la spiritualità paolina e, in un certo modo, la riassume. Si svolge in tre momenti:

– comunione con il Cristo-Verità: lettura meditata della parola di Dio;

– comunione con il Cristo-Via: revisione di vita o esame di coscienza;

– comunione con il Cristo-Vita: dialogo orante.

È l’eredità più sacra che la Famiglia Paolina ha ricevuto; essa tocca lo spirito e come tale va conservata. Il Fondatore la considera come il momento più importante della giornata: incontro vitale alla scuola del Maestro.
   

PENSIERI DI DON GIACOMO ALBERIONE

La Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, nello spirito di S. Paolo, sotto lo sguardo di Maria Regina degli Apostoli. In essa non vi sono molte particolarità, né devozioni singolari, né soverchie formalità; ma si cerca la vita in Cristo Maestro e nella Chiesa. Lo spirito di S. Paolo si rileva dalla sua vita, dalle sue lettere, dal suo apostolato. Segreto di grandezza è modellarsi su Dio, vivendo in Cristo.

Centriamo tutto nel Cristo. Non c’è altra Via... Perciò sempre più orientare le anime verso Cristo. Cristificarsi. Cristificarsi.

È questa la strada tracciata ai Paolini: sempre discepoli del Maestro; sempre vivere il Maestro; sempre sentire il Maestro; sempre rivelare il Maestro. Col Maestro e in dipendenza dal Maestro, maestri: di sapere, di perfezione, di vita. È ciò che vuole e ci fa conoscere Gesù Maestro.

Facciamoci penna e bocca di Dio, per Gesù Cristo, nostro Maestro!

Tutto l’uomo in Cristo per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto, natura e grazia e vocazione, per l’apostolato. Carro che corre poggiato su quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà. Le quali devono procedere assieme, senza scosse, senza troppi rischi per il peso che trasportano. Dimenticando una ruota, o non si procede, o va verso il precipizio tutto il carro.

Ogni fatica, associata alla passione di Gesù Cristo, diviene elemento di redenzione individuale e sociale.

Quante volte vi ponete il gran problema: ma... dove cammina, come cammina, verso che meta va questa umanità? E l’umanità è come un gran fiume che va a gettarsi nell’eternità. Saran salvi? Saran perduti per sempre?

Le fatiche dell’apostolato vanno unite a quelle di Gesù. L’apostolato ha le sue stanchezze, gli scoraggiamenti, le delusioni. Vi è chi non lo comprende. Ma comprendevano tutti l’apostolato di Gesù? Pensiamo a Lui.

Nessuna più grande ricchezza si può dare a questo mondo povero e orgoglioso che Gesù Cristo. Maria diede al mondo la grazia in Gesù Cristo, continua a offrirlo nei secoli.

Perché l’apostolato sia fruttuoso, è moralmente necessario che sia accompagnato dalla devozione a Maria., Infelice chi, andando avanti negli anni, perde o almeno lascia affievolire in sé questa devozione!

Per cavare i denti perché non facciano male, cosa si fa? Si fa l’iniezione. Bisognerebbe iniettare un po’ di spirito di Maria. Certi ragionamenti non si alzano da terra di cinque centimetri, mentre bisogna mettersi all’altezza di Dio, giudicare secondo le viste di Dio!

L’amore al Vangelo è il segno e la caratteristica delle anime che Dio riserva a grandi imprese.

È chiaro che chi fonda la sua spiritualità sulla Bibbia ha una preghiera intera, completa: quella che piace a Dio.

San Paolo è il discepolo che conosce il Maestro Divino nella sua pienezza: egli lo vive in tutto, ne scandaglia i profondi misteri della dottrina, del cuore, della santità, dell’umanità e divinità; lo vede dottore, ostia, sacerdote, ci presenta il Cristo totale come già si era definito: Via, Verità e Vita.

Dobbiamo sempre andare avanti con umiltà e confidenza. L’umiltà è il piede sinistro, la confidenza è il piede destro. Usarli sempre tutti e due per camminare bene.

La santità è la testardaggine nel compiere la volontà di Dio, sempre, nonostante qualsiasi difficoltà.

La perfezione sta tutta in quest’espressione di San Paolo: "nella purezza del cuore, nella buona coscienza, nella fede non falsa".

Una pezza di stoffa, fosse anche lunga duemila metri, è sempre il risultato di piccoli fili; così è della nostra vita. Anche se è lunga, è fatta di minuti, ed è la santificazione dei minuti il segreto della santità.

Dare a Dio tutto: ecco la santità.

Abbandonando la preghiera, tutto l’edificio spirituale cade e rimane un cumulo di rovine, un bel castello, ma diroccato.

Lasciare la preghiera per fare più opere è un rovinoso ripiego. Il lavoro fatto a scapito della preghiera non giova a noi né ad altri; perché toglie quello che si deve a Dio.

È totale la nostra preghiera? Separare l’apostolato dalla preghiera è come avere un membro paralizzato, un membro importante che non riceve l’afflusso del sangue. È vitale la nostra preghiera? Ha influenza sulla nostra vita, oppure è come un oggetto che si ripone in un cassetto e lo si lascia inutilizzato?

Finché non si ritiene la pietà necessaria per noi, così come il pane e l’aria per vivere, saremo insufficienti, vuoti, volubili.

Il mezzo più efficace per trovare buone vie d’uscita nelle nostre difficoltà è sempre la preghiera.

Il Signore accende le lampadine, in avanti, man mano che si cammina ed occorre; non le accende tutte subito all’inizio, quando ancora non occorrono; non spreca la luce; ma la dà sempre a tempo opportuno.

Non bisogna affannarsi a sbattere gli asciugamani per scacciare le tenebre. Bisogna mettere la luce.

Meditazione profonda, pietà profonda, studio intenso ci vuole per una buona preparazione all’apostolato: se no, chi è vuoto, che cosa dirà?

Il vostro apostolato non mira soltanto al progresso delle anime singole, ma mira a formare una mentalità nuova nella società, il che significa dare un’impronta, un indirizzo nuovo. Il frutto maggiore è la mentalità che si va diffondendo in mezzo alla società: mentalità cristiana...

Questa è la più alta personalità: la nostra conformità a Gesù Cristo.

Per quel che siamo rendere grazie al Signore, e per quel che non siamo e che non possiamo fare: fiducia in Dio, affinché Lui possa far tutto. È Lui che illumina, è Lui che muove, è Lui che vivifica, è Lui che conduce avanti nella realizzazione dei suoi disegni.

Il vero bene si fa nel silenzio, con Dio, e deve partire sempre dalla nostra santificazione, nelle due disposizioni di umiltà e fede.

Ringraziare è una grande preghiera.

La volontà di Dio è il gran sole verso cui l’anima, come girasole, deve sempre star rivolta.

Maria nostra Madre realizza in noi con sapienza e amore l’immagine del suo Figlio.

Portare tutto il Cristo all’uomo e dare tutto l’uomo a Dio per Gesù Cristo.

L’uomo spirituale vede e giudica tutto e misura col metro di Dio.

Gesù Maestro Via, Verità e Vita: questa giaculatoria è il programma della vita paolina e significa far tutto attraverso Cristo, con Cristo, in Cristo... è il programma di una ascetica immensa, di una mistica completa e perfetta.

Quando vi sono santi, questi commentano con la vita i versetti del Vangelo. Gli uomini di ogni nazione hanno bisogno di vedere nei santi come si pratica il Vangelo.

Non ho né oro né argento, ma vi dono quello che ho: Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.

Il processo di santificazione è un processo di cristificazione: "finché sia formato il Cristo in voi". Perciò saremo santi nella misura in cui viviamo la vita di Gesù Cristo, o meglio, secondo la misura in cui Gesù Cristo vive in noi.

Al mattino sediamoci ai piedi di Lui e diciamogli: Tu sei la Via, io voglio ricalcare le tue orme, e voglio imitare i tuoi esempi. Tu sei la Verità: illuminami! Tu sei la Vita: dammi la grazia!

Sia sempre chiaro il pensiero di vivere e operare nella Chiesa e per la Chiesa; di inserirsi come olivi selvatici nella vitale oliva, Cristo Eucaristia; di pensare e nutrirsi di ogni frase del Vangelo, secondo lo spirito di S. Paolo.

Dare Dio agli uomini: questo sia il nostro quotidiano sospiro, questa la nostra preghiera.

La preghiera è come il sangue, che parte dal cuore, attraversa tutte le membra, nutrendo e vivificando l’intero organismo.

L’apostolo è colui che porta Dio nella sua anima e lo irradia attorno a sé. L’Apostolo è un tempio della SS. Trinità, che in lui è sommamente operante. Egli trasuda Dio da tutti i pori: con le parole, le opere, le preghiere, i gesti, gli atteggiamenti, da tutto il suo essere. Vivere di Dio! E dare Dio!

La vita è tutto un viaggio verso l’eternità, la giornata è un tratto del viaggio. Il saggio autista parte con la prudenza, virtù cardinale: pensa alla strada da percorrere, e questo rappresenta l’esame preventivo. Si fornisce di carburante, olio, gomme buone e tutto il necessario, e questo rappresenta l’aiuto di Dio, mediante l’orazione.

Occorre ancorare la vita al Tabernacolo.

Far vivere Cristo, riprodurre il Cristo in noi, perché gli uomini leggano nella nostra vita la vita del Cristo: il Vangelo.

Semplicità, semplicità ci vuole; semplicità, che consiste nel fare la volontà di Dio, ma nel farla di cuore.

Non si può ad un tratto arrivare alla perfezione, ma progredire un tantino ogni giorno. Questo è il grande programma e questo è possibile.

Stampa, cinema, radio, televisione abbracciano tutta la vita: individuale, familiare, sociale, intellettuale, morale, artistica, economica, politica, internazionale. Una similitudine appropriata quanto espressiva: ciascuno di questi quattro mezzi di diffusione del pensiero si può paragonare ad un’immensa massa d’acqua ad alto livello, la quale, se viene contenuta da poderose dighe e distribuita sapientemente, parte nei canali per l’irrigazione e parte nelle macchine per la produzione dell’elettricità, può spandere la prosperità e la ricchezza nelle campagne e nelle città e portare l’abbondanza in un’intera regione o anche nazione. Se invece precipita senza ritegno per un’improvvisa alluvione o rottura delle dighe, diventa la rovina delle regioni sottostanti. Così è della stampa, cinema, radio, televisione. Ognuna basta a produrre immensi vantaggi o immensi danni. Operano potentemente sulle masse; possono gravemente scuotere e grandemente rafforzare i quattro cardini della umana convivenza: la famiglia, l’ordine sociale, l’ordine religioso, l’ordine umano-morale.

Solo chi non si mette in cammino, non si chiede dove porta la strada.

Nella vita di comunità si curi prima di tutto l’unità di spirito, di pensiero, di sentimenti; in seguito verranno le opere: la redazione, la stampa, la diffusione.

Escludere dal nostro apostolato la Madonna, è come disconoscere una delle parti essenziali del progetto redentivo di Dio; sarebbe come privarsi dell’onnipotenza di intercessione di Maria.

La Famiglia Paolina deve essere San Paolo vivo oggi, secondo il pensiero del maestro Divino, operando sotto lo sguardo e con la grazia della Regina degli Apostoli.

Non fermiamoci a guardare ciò che si è fatto; consideriamo piuttosto il molto che resta da fare. Finché c’è qualcosa da fare, non abbiamo fatto niente.

Sentire con la Chiesa, amare la Chiesa, cooperare con la Chiesa: essere i suoi figli più santi, più fedeli, più attivi.

La preghiera prima di tutto, la preghiera sopra tutto, la preghiera anima di tutto.

La nostra parrocchia è il mondo; la nostra parrocchia non ha che i confini del mondo.

Con san Paolo, come san Paolo, sempre in cammino.

Arrivare a tutti, arrivare presto, arrivare con i mezzi moderni, prima che l’avversario occupi il campo.

Ricordate bene che senza sacrificio non si fa nulla... Senza croce non si fa niente. I libri del cristiano: la Bibbia e il giornale; la Parola di Dio e la cronaca.

Prima di tutto comunicare la dottrina che salva. Impregnare di Vangelo tutto il pensiero e il sapere umano. Non parlare solo di religione, ma di tutto parlare cristianamente.

Tutto l’uomo in Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto: natura, grazia e vocazione per l’apostolato.

Gesù lavoratore produceva cose umili; san Paolo produceva tende per l’esercito...; il Paolino un apostolato diretto diffondendo la verità con il suo lavoro, svolgendo un servizio di predicazione che è missione, così come è stato approvato dalla Chiesa.

Le opere di Dio si fanno con gli uomini di Dio.

L’ammirazione e la devozione a san Paolo cominciarono specialmente dallo studio e dalla meditazione della Lettera ai Romani. Da allora la personalità, la santità, il cuore, l’intimità con Gesù, la sua opera nella dogmatica e nella morale, l’impronta lasciata nell’organizzazione della Chiesa, il suo zelo per tutti i popoli, furono soggetti di meditazione. Gli parve veramente l’Apostolo: dunque ogni apostolo e ogni apostolato potevano prendere da lui.
   

AMÒ LA CHIESA

Sulla tomba di P. Joseph Kentenich (1885-1968), fondatore del "Movimento di Schoenstatt", si legge semplicemente: Dilexit Ecclesiam. Fu il suo grande amore la Chiesa: nelle molteplici fondazioni, nel campo di concentramento dove fu deportato a causa della sua fede e nel lunghissimo esilio, lontano dai suoi figli e figlie spirituali, decretategli da un organo amministrativo della Chiesa.

Di Don Alberione, contemporaneo di P. Kentenich e come lui fondatore fecondissimo, si può affermare lo stesso.

Amò la Chiesa, e che cosa lo spinse a servirla con tanta fedeltà e tante opere, più in là di ogni prova, se non un amore senza confini? L’amò quando i rappresentanti di essa aprivano la via alle sue fondazioni e l’amò quando tutti sembravano congiurati a chiuderla. L’amò quando tutto sembrava incepparsi e quando doveva operare faticose correzioni di rotta, spesso in contrasto con l’ispirazione originaria.

L’amò fino a concretare quell’amore nel "voto di fedeltà al Sommo Pontefice quoad apostolatum", e lo volle nelle Costituzioni affinché tutti i Paolini e le Paoline lo facessero proprio.

L’amò con le opere più che con le parole, ritenendo come un onore senza pari poter servire la Chiesa e non servirsi di essa.

Amò la Chiesa soprattutto nel lungo e paziente travaglio di far capire il significato e la novità del suo carisma, prima alle autorità diocesane e poi a quelle romane.

Amò la Chiesa anche se evitava, nel possibile, di apparire a fianco dei dignitari ecclesiastici, in una tenace difesa della sua solitudine. E ai suoi figli che partivano per le missioni raccomandava di non andare a disturbare l’autorità ecclesiastica con progetti di lavoro, ma di presentarsi con la tessera delle opere.

Amò la Chiesa con una fedeltà senza riserve e sottintesi, ma da cristiano adulto, con occhi aperti e consapevolezza. La lunga familiarità con la storia civile ed ecclesiastica gli permetteva di non spaventarsi delle sue miserie, non intimorirsi per i suoi ritardi, sicuro com’era che l’ora di Dio arriva sempre per le opere da lui volute.

Amò la Chiesa quando agli inizi dell’Istituto dovette tener nascosto il nome di san Paolo, per i rimbrotti e le incomprensioni che gli erano giunti appena manifestata la sua intenzione.

Amò la Chiesa anche quando non fu capita la scelta del lavoro dato ai Paolini e alle Paoline, come una componente necessaria della loro vocazione e missione.

L’amò anche quando dovette accettare che si togliesse il nome di "Gesù divino Maestro" dalle Costituzioni (1941): la devozione che era sostanza della sua spiritualità e che ha legato ai suoi come la più preziosa eredità.

Amò la Chiesa anche quando vide osteggiato e deriso ("Vuoi forse dare la messa alle Suore!") il suo sforzo per promuovere la Suora: studi teologici, posti direzionali, redazione, lavoro tecnico, diffusione della buona stampa, ecc.

L’amò anche quando l’autorità ecclesiastica locale stette a punto di espellere prima da Roma, poi da Tokyo e da New York i suoi figli andati lì per fondarvi case dell’opera paolina.

Amò la Chiesa, con la tenerezza di un figlio ben nato e con grande umiltà; ma quando le sue istanze erano capite male o male interpretate, moltiplicava gli sforzi, insisteva nel chiarire, sensibilizzare le competenti autorità; avanzava riserve.

A proposito della "Visita al SS.mo Sacramento", sintesi del metodo paolino e a lui carissima, così mal ridotta nelle Costituzioni, diceva: Non sono stato capito; della primitiva "Messa del Divin Maestro" (v’era rimasto della nostra solo il communio!): Non era quello che si voleva. A un dignitario, divenuto poi suo grande amico, a proposito di una sua fondazione troppo osteggiata, diceva:

L’inferno c’è anche per chi si oppone ai disegni di Dio!

Amò la Chiesa anche quando – lui Fondatore così fecondo – avvertiva fortemente i limiti del "Diritto Canonico": benemerito, ma fondato su basi e situazioni troppo lontane nel tempo e che bisognava "aggiornare" (1955).

Amò la Chiesa anche quando, con grande sacrificio, dovette rinunciare al progetto di far approvare le Pie Discepole come Congregazione distinta dalle Figlie di San Paolo... Lavorò nel silenzio, pregò, cercò di far comprendere in alto loco. Quando venne il riconoscimento non si esaltò. Vi vide un atto di giustizia.

Amò la Chiesa e volle che i suoi figli la seguissero nella verità sicura, nella fedeltà al Papa e ai legittimi Pastori, senza impegolarsi in polemiche e senza andare a caccia di novità.

L’amò sopra ogni cosa, ma visse in un lungo, paziente, "sacro litigio" con gli organi amministrativi di essa, consapevole della vocazione speciale e della novità del carisma che lo Spirito gli aveva donato nella Chiesa e per la Chiesa:

quello di veicolare il Vangelo della salvezza attraverso i mezzi più celeri ed efficaci per raggiungere tutti gli uomini.

Questo stile di comportamento lo aveva mutuato dall’apostolo Paolo: Veritatem facientes in charitate (Ef 4,15) e cioè: verità nell’amore, amore nella verità.
   

Bibliografia minima

  • Abundantes divitiae gratiae suae. Storia carismatica della Famiglia Paolina, Edizioni Paoline, Roma 1985.

  • Carissimi in San Paolo. Scritti di Don Giacomo Alberione, 1933-1969 a cura di Rosario Esposito, EP, Roma 1971.

  • Catechesi Paolina. Schede di riferimento sui contenuti specifici della formazione paolina, Società S. Paolo, Roma 1986.

  • Documenti del Capitolo Generale Speciale, 1969-1971, Società San Paolo, Roma.

  • Integralità Paolina. Lettera di D. Silvio Pignotti, Sup. Gen. Società San Paolo, Roma 1993.

  • La Primavera Paolina. "Unione Cooperatori Buona Stampa" dal 1918-1927, a cura di Rosario F. Esposito, Edizioni Paoline, Roma 1983.

  • Occorrono santi per i nuovi cantieri della Chiesa, Lettere programmatiche di R. Perino, Edizioni Paoline 1984.

  • Preghiere della Famiglia Paolina - Società San Paolo, Roma 1997.

  • Vademecum - Alberione, a cura di Angelo Colacrai, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Mi) 1992.

Associazione Cooperatori Paolini
Via Alessandro Severo 58
00145 ROMA
Tel. 06/541.26.17
Fax 06/541.74.91
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