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Abbreviazioni
Presentazione
Abbiamo
cercato di condensare in 100 parole la storia, la terminologia, le linee
carismatiche, le istituzioni missionarie, i personaggi ed altri elementi che
meglio riescono a dare un’idea del carisma e della Famiglia Paolina fondata
da Don Giacomo Alberione.
Per
i Paolini, uomini e donne delle diverse istituzioni, può essere uno stimolo a
non dimenticare, anzi, a rinfrescare le tradizioni, attraverso una
rivisitazione di quelle meraviglie che, tramite il Fondatore, il Signore ha
elargito fin dall’inizio del secolo.
Per
i Cooperatori paolini, in particolare, vuol essere un utile sussidio, da un
lato di carattere informativo, e dall’altro di stimolo ad un approfondimento
sempre crescente e qualificato della personalità del Fondatore e del carisma
paolino.
Per
i non paolini – amici, collaboratori, gente che frequenta i nostri centri di
diffusione, giovani in ricerca vocazionale, operatori laici nel campo della
comunicazione – può risultare un facile strumento, semplice, sintetico per
una corretta informazione sulla Famiglia Paolina presente nei cinque
continenti.
Le
"abbondanti ricchezze" che il Signore ha riversato sulla Famiglia
Paolina costituiscono il "tesoro di grazia" di cui tutti dobbiamo
alimentarci e allo stesso tempo impegnarci a condividerlo a piene mani con
tutto il mondo.
8
settembre 1999
Natività di Maria
Don Domenico Spoletini ssp
Carla Romano cp
Abbiate
il dolore dei peccati - Vivete in continua conversione
- È la traduzione del "Poenitens cor tenete" che il Fondatore
stesso ha consegnato ai suoi nella traduzione italiana "Abbiate il dolore
dei peccati". Si tratta di una delle tre espressioni di cui Don Alberione
fece esperienza durante un famoso "sogno" e che volle si scrivesse
in tutte le cappelle paoline. È la risposta che il Maestro diede al suo
discepolo in un momento di difficoltà, quasi a rassicurarlo della sua
assistenza chiedendo in cambio lotta al peccato e adesione alla divina
volontà.
È
tradotto in forma dinamica con "Vivete in continua conversione". La
conversione continua deve caratterizzare l’intera esistenza del discepolo di
Gesù.
Abundantes
divitiae gratiae suae - È il
testo che raccoglie la storia carismatica della Famiglia Paolina. Nasce dagli
"Appunti" che Don Alberione scrisse, in vista di un libro
commemorativo dei 40 anni della Società San Paolo, nel 1954. Durante il
Capitolo speciale del 1969-1971, appare come un opuscolo dal titolo "Io
sono con voi". Più tardi il paolino don Giuseppe Barbero lo pubblicò
arricchito di titoletti e numerazione marginale e col nuovo titolo "Abundantes
divitiae gratiae suae" (Le abbondanti ricchezze della sua grazia).
Sigla AD.
Adiutricem
populi christiani - Lettera
enciclica del papa Leone XIII, pubblicata l’8 settembre 1895. Da essa don
Alberione prese e fece sua la definizione mariana "Maria, madre della
Chiesa, maestra e regina degli apostoli".
Aggiornamento
- Parola molto amata da Don Alberione;
la considerava "capacità di far rivivere tutto lo spirito dei fondatori
e i principi e le regole delle costituzioni"; nonché "capacità di
considerare i bisogni e le circostanze attuali per le applicazioni e le
interpretazioni necessarie" (cfr. CISP 805,806).
Per
questo motivo volle – prima del Concilio Vaticano II – il corso di
Esercizi della durata di un mese, ad Ariccia (RM), nel 1960, al quale invitò
Paolini da tutto il mondo, poi replicato nel 1962 e nel 1964.
Le
meditazioni, le conferenze e le istruzioni del primo corso sono raccolte in
quattro volumi dal titolo "Ut perfectus sit homo Dei" Ed.
Paoline 1960 (v. voce, più avanti). Con lo stesso titolo è stato editato
recentemente il volume unico contenente i soli interventi di Don Alberione per
le edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 1998. Cfr.
Ut Perfectus sit homo Dei (UPS).
Alba
- Cittadina in provincia di Cuneo.
Nel mese di ottobre del 1900, il giovane Alberione fa il suo ingresso nel
seminario diocesano. In questo angolo del Piemonte, il 20 agosto 1914 dà
inizio alla Scuola Tipografica Piccolo Operaio, futura Società San Paolo.
Nello
stemma della città sono raffigurati i quattro evangelisti nelle loro
sembianze simboliche: l’Angelo (Matteo), il Leone (Marco), il Bue (Luca), l’Aquila
(Giovanni).
In
Alba hanno sede la Casa Madre della Società San Paolo, quella delle Figlie di
San Paolo e quella delle Pie Discepole.
Don
Alberione dimorò in Alba fino al 1936, quando trasferì a Roma la sede
generalizia. Tutti i paolini hanno con la cittadina un legame affettivo
privilegiato, per essere stata la "culla" della fondazione.
Alberione
Giacomo - Nasce a San Lorenzo
di Fossano (CN) il 4 aprile 1884. È ordinato sacerdote il 29 giugno 1907. Il
20 agosto 1914 fonda ad Alba (CN) la Scuola Tipografica Piccolo Operaio,
futura Società San Paolo (v. sopra, Alba). Successivamente diventa fondatore
di tutte le Congregazioni paoline e degli istituti aggregati. Tutte insieme
queste istituzioni formano la Famiglia Paolina.
Nel
1963 vede riconosciuta la sua missione nella Chiesa (l’evangelizzazione con
i mezzi di comunicazione sociale) dal Concilio Vaticano II, con il decreto Inter
Mirifica.
Nel
1946 hanno inizio i suoi viaggi per il mondo, ovunque si trovi una comunità
paolina, per animare e avviare nuove iniziative. L’espansione missionaria
incominciò qualche anno prima, nel 1931, con fondazioni in Brasile, Argentina
e Stati Uniti.
Muore
a Roma il 26 novembre 1971, dopo essere stato onorato della visita al suo
capezzale del Papa Paolo VI.
Annunziatine
(Istituto Maria SS. Annunziata) - È
un ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, di cui fanno parte
ragazze e giovani donne che, pur restando in famiglia e nel proprio lavoro, si
consacrano a Dio e al servizio apostolico, cooperando con la Chiesa e con
tutta la Famiglia Paolina nel dare all’umanità Gesù Via, Verità e Vita,
con la diffusione del pensiero cristiano, particolarmente in forme moderne,
anche attraverso un corretto uso dei mezzi di comunicazione sociale.
Apostolato
- L’apostolato è il fine per cui
Don Alberione ha creato la Famiglia Paolina, e, attraverso questa, tante opere
destinate alla presentazione attuale della Parola di Dio. Esso è, perciò, al
fondo di tutti i suoi pensieri; e, sotto la guida benedicente di San Paolo, è
da lui costantemente scrutato nel contenuto, nella fonte e nell’energia
spirituale che lo deve sostenere.
Intorno
alla natura dell’apostolato Don Alberione ha un’idea da far incidere
profondamente: la sua indispensabile e inarrestabile derivazione dal Cristo:
ciò richiede un atteggiamento di vita in cui possa comporsi in una sintesi
vitale la contemplazione e l’azione, l’amore di Dio e l’amore degli
uomini.
Per
i Paolini, poi, il termine "apostolato" indica anche il
"luogo" (tipografia, sale di redazione, libreria, studio di
registrazione, ecc.) dove e da dove si esercita lo specifico ministero della
Congregazione. Così: "andare in libreria" equivale a dire
"andare in apostolato" e viceversa. Altrettanto dicasi per gli altri
luoghi ove si svolge la missione specifica.
Associazione
Biblica Internazionale - Approvata
con Breve Pontificio il 14 ottobre 1960, essa si ispira alla devozione a Gesù
Maestro Via, Verità e Vita. Suo scopo è lo studio, la produzione, la
diffusione e la meditazione della Bibbia, in particolare del Vangelo, al fine
di alimentare e sostenere la fede, la morale e la pietà cristiana. Che la
Parola di Dio, contenuta nella Bibbia, arrivi a tutti gli uomini, secondo l’insegnamento
fedele della Chiesa cattolica.
Associazione
generale biblioteche - È un’associazione
nata nel marzo 1923 dall’ansia apostolica di Don Alberione, al fine di
organizzare e poi rifornire le biblioteche, specialmente quelle parrocchiali.
I "soci" ricevevano le novità editoriali con uno sconto speciale e
veniva loro offerta anche un’assistenza particolare. Giunsero ad essere più
di tremila, al punto che il governo italiano riconobbe il merito culturale di
questa iniziativa insignendo gli organizzatori di diploma e medaglia.
Sigla: AGB.
Audiovisivi
San Paolo - Indica il nuovo
settore che ha il compito di promuovere l’apostolato audiovisivo attraverso
la produzione e la diffusione di cd, video e audiocassette.
Beato
Timoteo Giaccardo - Nasce a Narzole
(CN) nel 1896. Entra molto giovane nel seminario diocesano di Alba. Nel 1919
è ordinato sacerdote e diventa il primo sacerdote paolino. Partecipa alla
formazione della nascente Società San Paolo e, in seguito, ne diventerà il
primo Vicario generale. Fonda la casa di Roma (15 gennaio 1926) dietro preciso
mandato di Don Alberione e si impegna per ottenere la prima approvazione
ecclesiastica. Dal 1936 al 1946 ritorna ad Alba in qualità di Superiore della
comunità di Casa Madre.
Tornato
a Roma, lavora anche molto per l’approvazione della congregazione delle Pie
Discepole del Divin Maestro e offre la sua vita per il riconoscimento
ufficiale di tale istituzione come congregazione indipendente. Muore il 24
gennaio 1948.
Betlemme
- Nazareth (Cominciare da...) - Tutta
l’opera di Don Alberione è ispirata ad un principio: «Partire dal
presepio... da Betlemme... dallo spirito di Nazareth». Cioè: non lasciarsi
tentare dalla grandiosità, dai piani e dai progetti. Partire con umiltà e
andare avanti in crescendo. Per questo inculcava ai suoi lo spirito di
Betlemme, di Nazareth.
«Passarono
molti anni prima che si potesse dare un’idea chiara sopra la vocazione
paolina che aveva tanto del nuovo» (cfr.
Mi protendo in avanti, p. 41).
Borello
Fratel Andrea (Venerabile) - Nasce
a Mango, presso Alba (CN) nel 1916. A 20 anni, rispondendo alla chiamata
del Signore, entra nella Società San Paolo, come aspirante Discepolo del
Divin Maestro. Nel desiderio di rendere con la sua vita il massimo di gloria a
Dio e di bene agli uomini si consacra totalmente all’Apostolato delle
Edizioni. Nel suo grande amore alla vocazione e alla Congregazione, ottenuto
il consenso del suo Direttore spirituale, fa speciale offerta della vita a
Dio, perché tutti i chiamati siano fedeli alla grazia della loro vocazione.
Gesù Maestro accoglie l’offerta del suo Discepolo, che viene stroncato da
una tisi fulminante, a soli 32 anni. Si congeda dai suoi Confratelli dicendo:
"Vogliamoci sempre bene e arrivederci in Paradiso!".
Cambiale
- Si tratta di un originalissimo
foglio ingiallito dal tempo, che venne scritto in tempi in cui la Famiglia
Paolina, essendo agli inizi, mancava di tutto, anche dell’indispensabile per
le più elementari necessità. Ma Don Alberione, insieme a don Giaccardo che
era l’economo, ancora una volta si fidò di Dio. E con una straordinaria
semplicità, pari alla grandezza di un’incrollabile fede fondata sulla
Parola di Dio, scrisse in testa al foglio: "Cambiale"; e sotto:
"Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia". Poi
firmarono i due: Sac. Alberione Giacomo - Sac. Giaccardo Timoteo. Sotto
ancora, poiché quella era la promessa di Gesù, Don Alberione completò la
frase evangelica: "Tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù".
Quindi firmò di nuovo, questa volta col nome della SS. Trinità: Gesù Cristo
- Padre - Spirito Santo.
Umanamente
un gesto senza senso; sul piano della fede, invece, un grande atto di fiducia
che è stato definito "Patto dell’alleanza fra Dio e la
Comunità". E Dio non venne meno alla fiducia del suo servo, né mai è
venuto meno, in ogni momento di difficoltà.
Carisma
paolino - È il dono che lo Spirito
Santo ha concesso a Don Alberione in ordine alla sua missione nella Chiesa.
Si
può sintetizzare così: "far conoscere al mondo Gesù, Maestro e
Pastore, servendosi di tutti i mezzi che il progresso umano pone a
disposizione dell’uomo".
Assumendo
la predicazione attraverso i mezzi, il Fondatore opera un marcato spostamento
d’accento dai contenuti (messaggio della salvezza) agli strumenti (mezzi per
veicolarlo). Questi ultimi, però, non li considera come semplici
amplificatori, ma come realtà con un’autonomia propria, aventi processi
operativi che incidono sui contenuti che trasmettono fino a condizionarli.
Egli
conosce bene l’ambiguità degli strumenti, ma sa che essi sono iscritti nel
tessuto stesso della società contemporanea e che vanno assunti
realisticamente se si vuol far giungere il messaggio della salvezza agli
uomini di oggi che continuano a disertare le chiese...
È
questo il richiamo alla legge dell’Incarnazione: Dio, facendosi uomo,
cammina al ritmo dell’uomo e corre tutti i rischi della storia dell’uomo.
Così è per la sua Parola che è di salvezza per tutti gli uomini di ogni
tempo e cultura. Per incarnarsi ed essere salvezza nel nostro tempo, essa dev’essere
calata in linguaggi e veicolata in canali che la rendano comprensibile agli
uomini di ogni tempo.
Tutte
le Congregazioni religiose e gli Istituti aggregati partecipano del medesimo
carisma, ciascuno secondo le specifiche caratteristiche fondazionali.
Carissimi
in San Paolo - È il titolo dell’opera
che raccoglie lettere, articoli, opuscoli, scritti inediti di Don Alberione
dal 1933 al 1969, tratti dal bollettino interno "San Paolo" e dall’archivio
della Casa Generalizia della Società San Paolo. È uno scritto naturalmente
frammentario proprio per la sua impostazione complessiva, ma assolutamente
prezioso per una ricostruzione puntuale del carisma e dell’eredità della
Famiglia Paolina.
Carro
paolino - In "Abundantes
divitiae gratiae suae" (n. 100) troviamo scritto: "Tutto l’uomo
in Cristo per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze
fisiche. Tutto, natura e grazia e vocazione, per l’apostolato. Carro che
corre poggiato su quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà.
Le quali devono procedere assieme, senza scosse, senza troppi rischi per il
peso che trasportano. Dimenticando una ruota, o non si procede, o va verso il
precipizio tutto il carro".
L’espressione
usata da Don Alberione ("carro che corre poggiato su quattro ruote")
implica due valori che si integrano reciprocamente: stabilità e movimento.
Unite insieme, queste due virtù sono garanzia di vitalità e di efficacia. La
stabilità assicura l’equilibrio e la fermezza indispensabili; il movimento
equivale al progresso, al procedere verso una mèta.
Catechesi
paolina - Dà il titolo ad un
importante volume, curato dal Centro di promozione e formazione della Società
San Paolo.
Si
tratta di una raccolta sistematica, sia pur sintetica, dell’immenso
patrimonio di valori, indicazioni, esperienze che Don Alberione ha lasciato in
eredità ai suoi figli, con l’intento di fornire in schede (oltre 100) un’esposizione
chiara dei principali contenuti del carisma del Fondatore, che meritano un
approfondimento ulteriore.
Un
sussidio prezioso e indispensabile di formazione per tutti i membri della
Famiglia Paolina, soprattutto per i laici.
Centro
apostolato liturgico - Sono così
chiamati i luoghi ove si promuovono i prodotti dell’apostolato delle Pie
Discepole del Divin Maestro.
Chiesa
Can. Francesco (Venerabile) - Nasce
a Montà d’Alba (CN) nel 1874; compiuti gli studi nel Seminario di Alba,
si laurea in Filosofia a Roma, in teologia a Genova, in Diritto ecclesiastico
e civile a Torino. Per 33 anni è parroco della Chiesa di San Damiano in Alba
e Canonico della Cattedrale. È considerato il padrino della Famiglia Paolina,
direttore spirituale di Don Alberione e della maggior parte dei sacerdoti
della diocesi. Alla sua morte, avvenuta nel 1946, il Vescovo lo definisce
"il migliore dei figli della diocesi".
Un
suo segreto: nei 50 anni del suo sacerdozio, ogni giorno è stato fedele a due
ore di adorazione a Gesù Maestro, presente nel Tabernacolo. Amava tanto la
Parola di Dio che aveva imparato a memoria tutta la Bibbia.
Chiesa
(Sentire con la) - L’espressione è
di sant’Ignazio. Don Alberione la prende e la fa sua e la consegna come
sacra eredità ai suoi, consapevole dei rischi inerenti all’apostolato
mediale. "Sentire con la Chiesa, amare la Chiesa, cooperare con la
Chiesa: essere i suoi membri più santi, più impegnati, più attivi".
Chiese
paoline - Segnaliamo i quattro templi
eretti e seguiti direttamente dal Fondatore, per sensibilizzare e promuovere
la devozione ai tre cardini della Famiglia Paolina:
–
il Tempio a San Paolo Apostolo in Alba nel 1928. Sorse al centro
degli edifici che costituiscono la Casa Madre della Società San Paolo.
Contiene come prima pietra, a fondamento del tempio, un mattone della Porta
Santa della Basilica di San Paolo in Roma. Don Alberione così scriveva:
"È la Chiesa della preghiera per la missione della buona stampa,
vastissima di campo, intensa di opere... È la Chiesa dei missionari della
buona stampa... Nella Chiesa il Divin Maestro diffonde i suoi raggi che sono
la via, che sono la verità, che sono la vita...".
–
il Tempio al Divin Maestro in Alba nel 1936. Di stile gotico puro, i
mattoni usati per costruire la chiesa furono impastati e messi a cuocere
nella fornace San Paolo dalle Pie Discepole, dalle Figlie di San Paolo e da
tanti paolini, ragazzi e chierici volontari. Nel 1935 giunse ad Alba la
statua del Divin Maestro da collocare sopra l’altare; essa esprimeva molto
bene alcuni significati fondamentali della spiritualità paolina: il
riferimento alla Parola, alla totalità del mistero pasquale, alla
missionarietà. Fu poi sostituita dal mosaico, con la ieratica figura del
Maestro Divino, che ora adorna l’abside della Chiesa.
–
il Santuario alla Regina degli Apostoli in Roma nel 1954. Si trova al
centro dei caseggiati della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo,
in Via Alessandro Severo, eretta come ex voto per ringraziare la Vergine di
aver preservato dalla morte tutti i membri della Famiglia Paolina durante la
seconda guerra mondiale.
–
la Chiesa di Gesù Maestro in Roma nel 1966. Si trova presso la Casa
delle Pie Discepole in Via Portuense. Scriveva Don Alberione: "Nell’elenco
delle domande che almeno da sei anni, tutte le mattine, presento al Signore
c’è questa: la costruzione della Chiesa al Divin Maestro". E poi.
"... verrà il tempo in cui Gesù, proprio in centro di Roma, avrà in
suo onore una Chiesa nella quale si domanderà incessantemente la luce per
il mondo".
Compagnia
di San Paolo (del Card. Ferrari) - Si
chiama anche "Opera del cardinal Ferrari". Fu fondata nel 1920 dal
medesimo cardinale e dal sacerdote Giovanni Rossi. Si compone di sacerdoti e
laici (uomini e donne) che si dedicano a diversi servizi apostolici. Si
ispirano all’apostolo Paolo.
Cooperatore
Paolino (Il) - Si pubblica in Alba
fin dal 1918 col titolo "Unione Cooperatori buona stampa", al fine
di animare i Cooperatori paolini nel loro impegno di diffusione della buona
stampa del carisma paolino. Col tempo si trasforma nell’attuale "Il
Cooperatore Paolino", mensile della Famiglia Paolina, che viene
pubblicato in diverse nazioni e lingue.
Il
periodico è uno strumento per la formazione del laico cristiano paolino,
mediante la cui lettura egli assimilerà sempre più lo spirito della Famiglia
Paolina e si sentirà più coinvolto e preparato nell’azione apostolica. La
rivista svolge anche la funzione di collegamento fra i vari gruppi nazionali e
internazionali.
Cooperatori
Paolini - Laici impegnati,
uomini e donne, giovani e adulti, che credono nel valore e nell’ideale del
carisma paolino e, rimanendo nel proprio stato, sono uniti in spirito e in
opere a tutta la Famiglia Paolina. Essi, credendo nell’attualità e nell’urgenza
del carisma paolino come sfida forte al mondo d’oggi, sono chiamati a vivere
l’apostolato in tutte le sue espressioni e vivono la comunione con la
Famiglia Paolina anche con la preghiera e l’offerta.
Coroncine
- Con questo nome sono individuate
alcune preghiere riportate nel libro delle Preghiere della Famiglia Paolina
rivolte a San Paolo, alla Regina degli Apostoli, al Divin Maestro, a San
Giuseppe, all’Angelo Custode, alle Anime del Purgatorio e al Sacro Cuore di
Gesù.
Costituzioni
della Società San Paolo - Si
intendono le Costituzioni presentate dal Fondatore alla Santa Sede per
riceverne l’approvazione. Subirono varie redazioni: quella del 1921, quella
del 1927, quella del 1941 per il Decretum laudis, e quella definitiva
approvata da Pio XII nel 1949. Dopo il Capitolo generale speciale (1969-1971),
per mandato dello stesso Capitolo, furono presentate "rinnovate"
alla Santa Sede. Dopo tre periodi di sperimentazione, furono approvate in via
definitiva da Giovanni Paolo II nel 1984. In quello stesso anno furono
approvate anche le Costituzioni delle Figlie di San Paolo, delle Pie Discepole
e delle Pastorelle. Quelle delle Apostoline hanno avuto la prima approvazione
diocesana nel 1993.
Date
paoline - Ne ricordiamo quattro in
particolare:
-
4
aprile 1884, nascita del Fondatore
-
20
agosto 1914, nascita della Società San Paolo e della Famiglia Paolina
-
22
ottobre 1989, beatificazione del primo sacerdote paolino, Timoteo
Giaccardo
-
26
novembre 1971, morte del Fondatore.
Di
qui voglio illuminare - È una delle
tre frasi che si trovano scritte nelle chiese e cappelle paoline di tutto il
mondo. Esse sono considerate il Patto dell’Alleanza della Famiglia Paolina.
Durante una malattia, dalla quale esce guarito in maniera misteriosa, don
Alberione ha l’assicurazione da parte del Divin Maestro a proseguire nell’opera
intrapresa e il conforto di queste parole:
"Non
temete, io sono con voi
Di qui voglio illuminare
Abbiate il dolore dei peccati"
(anno 1923).
Discepoli
del Divin Maestro - Nome particolare
con cui vengono chiamati i fratelli paolini non sacerdoti, ma che professano
con loro i medesimi voti religiosi e con loro formano un’unica comunità di
vita. Secondo il Fondatore il sacerdote e il discepolo uniti formano il "paolino".
Donec
formetur Christus in vobis - È
il titolo di un’opera di Don Alberione del 1932, che si presenta come una
serie di brevi meditazioni adatte ad Esercizi spirituali, ma altresì ad un
corso di noviziato, orientamento che il Fondatore volle espressamente
aggiungere in un secondo momento. Per questo il volume riveste una particolare
importanza nella formazione e nella spiritualità paolina. È diviso in tre
parti, secondo uno schema molto caro a Don Alberione: via purgativa, via
illuminativa e via unitiva.
Donna
(La) associata allo zelo sacerdotale - È
una celebre espressione di Don Alberione, che dà anche il titolo ad una sua
opera, nella quale il Fondatore presenta la missione femminile. La donna può
e deve essere di aiuto morale e religioso dell’uomo. Ecco perché la sua
missione si pone accanto a quella del sacerdote per cooperarvi secondo i
tempi, le circostanze, le occasioni. E compito del clero è quello di formare
la donna a tutta la sua missione, attraverso una guida prudente e saggia.
Editore
- Della parola editore Don Alberione
forniva un’originalissima interpretazione: dal latino edere,
"dare alla luce", passava all’espressione usata per la Madre del
Signore che "edidit", ossia "diede alla luce il
Salvatore" e quindi a quella di "dare alla luce" il messaggio
evangelico, facendolo penetrare nella vita e nella cultura. Col termine di
"edizione", perciò, lui era solito definire tutta l’attività
paolina: dalla stampa al cinema, al disco, alla radio, alla televisione, all’arte
in ogni sua espressione.
Edizioni
Paoline - Logo dato alle
pubblicazioni della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo. Dal 1994
si articolò in due rami: una edizioni San Paolo per le pubblicazioni
della Società San Paolo e Paoline per quelle delle Figlie di San
Paolo. Le une e le altre si avvalgono anche di un marchio specifico (v. voce,
più avanti).
Famiglia
Paolina - Con questa denominazione si
designa l’insieme delle istituzioni fondate da Don Alberione. Si tratta di
cinque congregazioni religiose:
Società
San Paolo, Pia Società Figlie di San Paolo, Pie Discepole del Divin Maestro,
Suore di Gesù buon Pastore o Pastorelle, Suore dell’Istituto Regina degli
Apostoli o Apostoline; quattro istituti secolari "aggregati": "Gesù
Sacerdote", "San Gabriele arcangelo", "Maria SS.
Annunziata"; "Santa Famiglia"; e un movimento laicale:
Associazione Cooperatori Paolini.
Don
Alberione volle che le sue istituzioni fossero "famiglia" e che la
famiglia fosse "paolina", perché tutte ispirate a san Paolo: nel
modo di essere e di presentarsi, nel dinamismo apostolico e nei contenuti.
Nel
1960, il Fondatore traccia la missione della Famiglia Paolina: "Dev’essere
uno lo spirito, quello contenuto nel cuore di San Paolo, ‘Cor Pauli cor
Christi’, sono uguali le devozioni; e i vari fini convergono in un fine
comune e generale: dare Gesù Cristo al mondo in modo completo, come Egli si
è definito: ‘Io sono la Via, la Verità, la Vita’".
Feste
paoline - Nella Famiglia Paolina si
celebrano con particolare solennità:
-
la
Regina degli apostoli, il sabato precedente la Pentecoste
-
san
Paolo apostolo, il 30 giugno
-
Gesù
buon Pastore, la quarta domenica di Pasqua
-
Maria
madre del buon Pastore, il 3 settembre
-
Gesù
divino Maestro, l’ultima domenica di ottobre
-
san
Bernardo, il 20 agosto, inizio della Famiglia Paolina.
Figlie
di San Paolo - Nate il 15 giugno
1915, si dedicano alla diffusione del messaggio evangelico con i mezzi della
comunicazione sociale. Sono presenti in una cinquantina di paesi. Realizzano
la loro missione attraverso centri editoriali, librerie, agenzie di
pubblicità, giornate e settimane bibliche, ecc.
Sigla: FSP Logo editoriale: Paoline
Fondazioni
degli Istituti della Famiglia Paolina -
Società San Paolo
15
giugno 1915: Figlie di San Paolo
29
giugno 1917: Cooperatori
Paolini
10
febbraio 1924: Pie Discepole del
Divin Maestro
7
ottobre 1938: Pastorelle
8
settembre 1959: Apostoline
8
aprile 1960: Istituti aggregati:
– S. Gabriele Arcangelo (Gabrielini)
– Maria SS. Annunziata (Annunziatine)
– Gesù Sacerdote
– Santa Famiglia
Altre
associazioni:
Pia opera morti
improvvise
14
ottobre 1960: Società biblica
cattolica internazionale
13
aprile 1962: Apostolato delle
tecniche audiovisive
19
febbraio 1963: Preghiera sofferenza
e carità per tutte le vocazioni
22
aprile 1963: Unione delle famiglie
cristiane
Gabrielini
(Istituto San Gabriele Arcangelo) - È
un ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, di cui fanno parte
uomini e giovani che, pur restando nelle loro famiglie e nel loro campo di
lavoro, mirano alla santificazione personale e all’apostolato paolino,
attraverso una consacrazione di tipo secolare.
Gesù
Sacerdote (Istituto) - È un
ramo della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, che raccoglie vescovi
e sacerdoti del clero diocesano, al fine di assisterli sul piano umano,
spirituale e soprannaturale per la santificazione propria e per un ministero
pastorale sempre più aperto e aggiornato secondo le direttive della Chiesa.
Don
Alberione così riassumeva i frutti particolarissimi che l’Istituto offre ai
suoi membri:
-
speciale
santificazione personale;
-
un
ministero più ricco per le anime;
-
servizio
più generoso nelle singole diocesi.
Giornate
del Vangelo - Con questo nome si
intendono le giornate ordinate a promuovere la diffusione del Vangelo nelle
parrocchie, nelle famiglie, presso le istituzioni di vario genere: ospedali,
fabbriche, scuole, ecc. A volte assumono altre denominazioni: feste del Divin
Maestro, settimane bibliche, settimane catechistiche, missioni, ecc. tutte con
lo scopo, sebbene con sfumature diverse, di diffondere la Parola di Dio. A
seconda delle possibilità si tratterà di una "settimana" o di una
"tre giorni" o di un "mese". Si alternano conferenze,
incontri dialogati, centri di ascolto, visite alle famiglie, alle scuole, ecc.
Se si svolgono presso le parrocchie, si tende a far visita a tutti i gruppi
che la compongono. In genere si concludono con la celebrazione dell’Eucaristia
ad onore del Divin Maestro, l’intronizzazione della Bibbia e con
festeggiamenti popolari adeguati.
Haec
Meditare - È il titolo di due
raccolte di prediche di Don Alberione, fatte durante Istruzioni e Ritiri alle
Figlie di San Paolo. Rappresentano una grande miniera di insegnamento per la
conoscenza e l’approfondimento del carisma del Fondatore.
La
prima serie è costituita da quattro volumi e la seconda serie da otto.
Inculturazione
del carisma - Inculturare il
carisma vuol dire calarlo in una determinata cultura, incarnarlo in un campo
concreto. Il carisma, così, riceve l’apporto della nuova cultura e
trasmette ad essa la sua linfa vitale. Perché questa inculturazione si
verifichi è fondamentale ricordare i due poli indispensabili: il Fondatore e
la situazione. Di qui la necessità di conoscere a fondo la vita e la prassi
del Fondatore, come anche la necessità di conoscere la situazione (la
cultura) in cui il suo carisma va ad incarnarsi. Occorre un’opera di
discernimento: radicalizzandosi esclusivamente sul Fondatore si corre il
rischio di restare fermi nel passato; non tenerne debitamente conto o aprirsi
alla situazione concreta, è volare come un aereo senza rotta. (Vedi CISP, pp.
1007-1047: Contatti con cinque
continenti).
Integralità
- Parola chiave per capire la spiritualità e la missione apostolica paolina.
Così la commenta Don Silvio Pignotti, il quarto successore di Don Alberione: «Ogni
Paolino, quando riflette sulla sua spiritualità, va spontaneamente col
pensiero alle parole che il Fondatore ci ha lasciato in Abundantes divitiae:
Tutto l’uomo in Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà,
cuore, forze fisiche. Tutto, natura e grazia e vocazione, per l’apostolato.
Carro che corre poggiato sopra le quattro ruote: santità, studio, apostolato,
povertà» (AD 100).
Intronizzazione
del Vangelo - Con questa espressione,
voluta da Don Alberione e usata già nel Concilio di Trento, si vuole indicare
la cerimonia con la quale si benedice il Vangelo e lo si colloca nel luogo di
maggior onore della casa. Questo lo si fa soprattutto in occasione delle
"giornate del Vangelo" (v. voce). Sottolinea l’impegno che una
famiglia o una comunità si assume nei confronti della Parola di Dio.
Ipsum
audite - È il titolo di un’opera
di Don Alberione, che raccoglie le meditazioni tenute alle Pie Discepole del
Divin Maestro negli anni 1946-47. Attualmente si può trovare nell’Opera
omnia, con il titolo "Alle Pie Discepole", comprendenti 14
volumi.
Istituti
aggregati - Si chiamano così gli
Istituti secolari paolini approvati dalla Santa Sede 1’8 aprile 1960. Essi
sono:
–
Istituto "Gesù Sacerdote", per sacerdoti diocesani
–
Istituto "San Gabriele arcangelo", per giovani e adulti celibi
–
Istituto "Maria SS. Annunziata", per donne nubili
–
Istituto "Santa Famiglia", per sposi/e. Questo istituto ha avuto i
suoi inizi poco prima della morte del Fondatore.
La
finalità di questi istituti è la partecipazione alla spiritualità e alla
missione paolina a partire dalla condizione secolare (nel mondo) in cui i
membri si trovano. Fanno parte della Famiglia Paolina e si nutrono della
medesima spiritualità.
Istituto
Regina degli Apostoli per le vocazioni (Apostoline) - Fondate
da Don Alberione nel 1959, hanno per missione l’apostolato vocazionale.
Esso si esprime attraverso l’orientamento dei giovani alla vita e alle varie
vocazioni, con particolare attenzione e responsabilità per le vocazioni al
ministero sacerdotale e alla vita consacrata nelle sue varie forme, e
attraverso l’animazione di tutto il popolo di Dio, soprattutto di coloro che
hanno responsabilità educative (genitori, sacerdoti, religiosi, formatori,
catechisti, operatori pastorali). Per attuare la loro missione si servono sia
dei mezzi di "comunicazione diretta" (dialogo, discernimento,
accompagnamento vocazionale) sia dei moderni mezzi di comunicazione sociale
(pubblicano la rivista di orientamento per giovani "Se vuoi",
posters, sussidi vari). Sono presenti in Italia, Brasile e prossimamente in
Polonia.
Sigla: AP
Librerie
Paoline - Secondo il pensiero del
Fondatore, esse sono luoghi di apostolato: «non sono luoghi per far soldi, ma
per far del bene alle persone». La libreria «è una chiesa e il libraio/a è
un predicatore». In esse si deve dare la precedenza alle edizioni paoline. Il
Fondatore le voleva in tutte le più importanti città del paese e invogliava
a promuovere quelle internazionali.
Maestro
- È una parola molto in uso nella
Famiglia Paolina
-
con
riferimento a Gesù è spesso unita al trinomio Via, Verità e Vita o alla
parola Pastore;
-
riferita
al "maestro di gruppo", indica il formatore, "colui che
presiede alla formazione spirituale, intellettuale, apostolica, umana e
religiosa";
-
detta
del "maestro di reparto" si riferisce a colui che è il
responsabile dei giovani aspiranti, dei novizi e dei giovani professi.
Cfr.
AA. VV. Gesù, il Maestro, ieri, oggi e sempre. La spiritualità del
paolino comunicatore, Società San Paolo, Roma 1997.
Manuale
di preghiere - Nel 1922 si stampa il
libro "Le preghiere della Pia Società San Paolo", opera di don
Giacomo Alberione. Ogni volta che veniva rieditata, lo stesso autore
ritoccava, aggiungeva, toglieva. Si è giunti così ad un "manuale"
vero e proprio di preghiere per tutta la Famiglia Paolina. All’inizio
conteneva molte preghiere tratte dalla pietà popolare; poi, col tempo,
assunse la sua fisionomia tutta "paolina".
Per
utilizzarlo al meglio, occorre tener presente l’intenzione di Don Alberione
che voleva formule capaci di mantenere l’unità di spirito, ma che allo
stesso tempo avvertiva essere meno importanti le formule e più le
introduzioni ad esse perché danno lo "spirito" della pietà paolina
(cfr. UPS I, pp. 310-311).
Marchio
-
San
Paolo: È caratterizzato dall’accostamento
di due elementi diversi e da un grande dinamismo. i principali valori
associati al marchio sono stati: precisione, energia, tensione, apertura,
dinamismo, creatività, spiritualità, infinito. I prodotti suggeriti per
abbinarsi al marchio sono stati: prodotti culturali, di opinione pubblica, di
creatività spirituale. Il marchio San Paolo può suggerire sia la missione di
mettere in contatto la Parola di Dio e il flusso della storia sia il ricco
dinamismo apostolico di San Paolo.
Paoline:
Il segno del mondo richiama in modo evidente l’evangelizzazione. Un mondo
non definito nelle sue linee, in divenire e in ricerca. Indica quell’impegno
per il Vangelo che si esprime nella varietà delle opere apostoliche, ma nell’unità
degli intenti e della medesima missione. È un invito ad agire nel mondo
odierno con lo slancio di Paolo, in ogni angolo della terra, sempre protese in
avanti, per fare a tutti la carità della verità.
Pie
Discepole: È il simbolo che
traduce l’identità della Congregazione e comunica un messaggio di vita. Il
movimento di salvezza, che parte dalla croce di Cristo morto e risorto, ora
abbraccia il cosmo ricreato e sfida a vivere una vita pienamente evangelica. La
spirale, particolare di un universo in continua espansione; la croce,
mezzo di salvezza, il pane, segno di un bisogno prioritario e la scelta
cromatica che, dal colore rosso – simbolo dell’amore e del sangue versato
da Cristo – tende a modificarsi in arancio, giallo, verde e blu sono gli
elementi essenziali che lo compongono. La sigla pddm richiama il
nome ufficiale in lingua latina - Piae Discipulae Divini Magistri e la
presenta come Congregazione internazionale.
Merlo
Suor Tecla (Venerabile) - Nasce a
Castagnito d’Alba (CN) nel 1894, col nome di Teresa. A 20 anni incontra don
Alberione e da lui ascolta che la donna può fare tanto bene con l’apostolato
della buona stampa e con tutti i mezzi di comunicazione. Inizia nella maniera
più umile e più semplice che si possa immaginare: con un lavoro di sartoria,
cucendo camicie per i soldati della I guerra mondiale, ma ben presto comincia
a cucire i sedicesimi della "Dottrina cristiana". Proprio a lei il
fondatore affida una piccola tipografia a Susa, e di lì a poco anche una
libreria. Nel 1922 emette i voti religiosi, le viene imposto il nome di Tecla,
la prima discepola di San Paolo, ed è eletta superiora generale della
congregazione femminile delle Figlie di San Paolo.
Da
buona paolina inizia i suoi viaggi: dall’Italia all’America, all’Europa,
all’Asia per creare nuovi centri di apostolato e per visitare le sue figlie.
Di lei è stato scritto: "Fu la donna del secolo. Il secolo XX aveva
bisogno di questa donna dinamica e forte che attraversò oceani e incrociò
cieli con l’entusiasmo di dare impulso a nuove iniziative, sempre più
moderne".
Metodo
integrale (o Metodo paolino) -
E il metodo che abbraccia tutta la persona umana nelle sue dimensioni
intellettive (mente), volitiva (volontà) e vitale (sentimento, cuore). Don
Alberione lo applica alla formazione umana, allo studio e all’esercizio dell’apostolato.
Formare l’uomo, formare il cristiano, formare l’apostolo: è questo il
fine di tale metodo improntato all’esempio del Maestro Divino e al trinomio
col quale si autori vela: Io sono la Via, la Verità e la Vita (Gv 14,6).
Questo metodo continua ad essere valido.
Il
metodo si applica ad ogni campo della vita paolina: al lavoro spirituale,
attraverso la tensione ad un’assimilazione integrale a Cristo; allo studio,
con l’impegno di tutta la persona ad una visione integrale; all’apostolato,
permettendo di far giungere a tutto l’uomo i contenuti completi della vita
cristiana: dogma, morale e culto; all’organizzazione della propria vita,
alla meditazione, alla revisione personale, ecc.
Ricordiamo
sempre ciò che di esso afferma il Fondatore: metodo per imparare a camminare,
non per impedire la crescita.
Mihi
vivere Christus est - È il
titolo di un volume in cui sono state raccolte le meditazioni fatte da don
Alberione ai Confratelli che parteciparono al Corso di Esercizi spirituali
tenuto ad Alba nel giugno 1938. Tale testo fu raccolto da don Giaccardo e
successivamente corretto proprio da Don Alberione, che vi apportò numerose
aggiunte, modifiche e qualche cancellatura. Originariamente aveva per titolo
"Sectamini fidem", stampato nel 1938, subito dopo gli
Esercizi.
Non
temete, io sono con voi - E la prima
delle tre "ispirazioni" ricevute dal Fondatore durante la grave
malattia del 1923 quando il Maestro Divino volle confermarlo e incoraggiarlo a
continuare l’opera intrapresa. Da quel momento la troviamo scritta, insieme
alle altre due, in tutte le cappelle e chiese paoline del mondo.
Nella
Bibbia, l’espressione "non temere" è presente 366 volte, quasi
una specie di vitamina quotidiana.
Novità
- La parola "novità", aggiornamento, attuazione è un termine che
assume grande importanza nella vita e nell’opera di Don Alberione. Indica
inequivocabilmente l’apertura ai "segni dei tempi". Frenato dal
"modernismo", movimento ecclesiale condannato dal papa san Pio X
(1903-1914), Don Alberione non voleva che della sua opera si dicesse che era
"nuova", originale, insolita... Però, a volte, si liberava di
questo timore e allora ne veniva fuori tutta la "novità". Della
vocazione paolina diceva: «passarono molti anni prima che potesse dare un’idea
chiara sopra una vocazione che aveva tanto del nuovo» (Mi protendo in
avanti, p. 41). In AD parla di "mezzi nuovi", di "nuovo
secolo", di "nuova schiera di apostoli" e soprattutto di
"nuovo slancio missionario" (AD 19-20).
Paolo
VI, il 28 giungo 1969, gli riconosce solennemente questa "novità"
(v. CISP, p. 553) «...nuovi strumenti... nuovi mezzi... nuova capacità...
nuova coscienza...».
Offertorio
paolino - È il titolo con cui si
conosce, dal 1975 in poi, la preghiera di Don Alberione "Per chi sente
sete di anime come Gesù". Tre sono i temi fondamentali della preghiera:
la sete (di anime); la riparazione (espiazione, riconciliazione, vittima,
cuore di Gesù); il sacrificio-offerta di se stessi.
Opera
di San Paolo - Fondata dal sacerdote
Joseph Schorderet (1840-1893) a Friburgo (Svizzera), assume la stampa come
mezzo per arrivare alle masse, nello spirito di San Paolo.
Opera
Sante Messe (2.400) - È l’opera
che Don Alberione avviò per dimostrare la sua gratitudine ai Cooperatori
della Buona Stampa, che lo aiutarono nelle sue iniziative fin dalla prima ora.
All’inizio
si trattava di una messa, poi di tre e, con l’accrescersi del numero dei
sacerdoti paolini, andò via via aumentando l’impegno, sino a raggiungere le
duemilaquattrocento (2.400). Di qui l’attuale denominazione.
Al
frutto di queste sante messe possono partecipare anche i defunti debitamente
iscritti a quest’opera.
Nel
pensiero del Fondatore, i beneficiari sono nell’ordine: i Paolini/e, i
Cooperatori, gli iscritti.
(Cfr.
Benito Spoletini, Il "Tesoro di grazia" paolino e l’Opera delle
Sante Messe secondo Don Alberione, Casa Generalizia Società San Paolo,
Roma 1993).
Paoline
- Riferito alla Famiglia
Paolina è l’attributo che indica soprattutto i membri dell’Istituto
femminile: Figlie di San Paolo.
Dal
1994, "Paoline" indica anche le iniziative editoriali delle Figlie
di San Paolo: è il logo scritto in rosso accanto al marchio rappresentato dal
globo tracciato in nero.
Paolisti
- Società dei sacerdoti missionari di San Paolo, fondata negli Stati Uniti
nel 1858 dal Padre Isaac Thomas Hecker, il quale nella sua opera di
evangelizzazione riservò grande attenzione all’importanza della stampa.
Rimase famosa la polemica sull’"americanismo" sorta dopo la sua
morte. Di questo "pioniere" è in corso la causa di beatificazione.
Papi
(al tempo di Don Alberione) - Nella
vita di Don Alberione si susseguono sette papi:
-
Leone
XIII (1878-1903): da lui prende i "nuovi" contenuti della
missione e dello spirito paolino.
-
Pio
X (1903-1914): da lui accoglie lo spirito pastorale, la catechesi, la
fedeltà alla Chiesa (da non dimenticare il trauma modernista).
-
Benedetto
XV (1914-1921): da lui desume l’idea della Bibbia in ogni famiglia.
-
Pio
XI (1921-1939): da lui riceve l’impulso per la stampa, le missioni,
i nuovi mezzi di comunicazione. È il Papa dell’approvazione diocesana
della Società San Paolo.
-
Pio
XII (1939-1958): da lui riceve una maggior apertura ai nuovi mezzi, la
formazione solida, un nuovo universalismo. È il Papa dell’approvazione
pontificia della Società San Paolo (27.6.1948).
-
Giovanni
XXIII (1958-1963): da lui accoglie il sogno di un rinnovamento della
Chiesa, un ecumenismo più evangelico, le nuove frontiere della Chiesa.
-
Paolo
VI (1963-1978): da lui ottiene il riconoscimento della
"novità" del carisma paolino. Don Alberione accoglie con
gratitudine il rinnovamento della Chiesa e sente profondamente ciò che la
presenza "paolina può e deve dare".
Patto
o Segreto di riuscita - È l’alleanza
che Don Alberione – a nome di tutta la sua famiglia religiosa – fa con il
Divin Maestro, assistito da san Paolo e dalla Vergine Maria. La data di
nascita è il 6 gennaio del 1919. Successivamente la "formula" andò
adeguandosi alle nuove esigenze. Il "Patto" o "Segreto di
riuscita" – ancora presente nel libro di preghiere della Famiglia
Paolina – poggia su un presupposto di fede: noi possiamo corrispondere alla
"vocazione speciale", nonostante la nostra insufficienza e
incapacità, perché «Dio si è preventivamente impegnato a darci tutto il
necessario». Questa fede esige una risposta totale, piena, generosa,
perseverante. Il "Patto" non è una formula, è vita.
Pia
Unione Morti improvvise - Approvata
il 10 febbraio 1960, aveva per scopo di impetrare dal Signore che tutti coloro
che passano da questa vita all’eternità "improvvisamente e
tragicamente", possano morire in grazia di Dio. A questo fine la Pia
Opera organizza, attraverso i suoi iscritti, un tesoro spirituale di preghiere
e di opere buone per implorare dalla misericordia del Signore la grazia della
salvezza eterna.
Pia
Unione preghiere, sofferenze e carità, per tutte le vocazioni - Approvata
il 19 febbraio 1963, aveva come scopo di assicurare alla Chiesa, attraverso un
contributo permanente di preghiere, mortificazioni e carità, un numero sempre
crescente di vocazioni per tutti gli apostolati, una conveniente preparazione
dei chiamati al loro ministero, e impetrare per l’intercessione di Maria,
Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli, la fedeltà di tutti i consacrati
e la santificazione nei loro ministeri.
Pie
Discepole del Divin Maestro - È la
terza congregazione fondata da Don Alberione il 10 febbraio 1924. In questa
nuova fondazione un ruolo di prim’ordine fu riservato a suor Scolastica
Rivata, la prima Madre e Superiora Generale, di cui è in corso la causa di
beatificazione. La sua finalità è articolata in un triplice servizio:
eucaristico, sacerdotale, liturgico. Il loro apostolato più significativo è
quello vissuto davanti al Cristo Eucaristia in un’adorazione continua,
pregando per la Famiglia Paolina, impegnata nei vari campi apostolici, e per l’umanità
intera. Operano in collaborazione con i sacerdoti nello svolgimento del loro
ministero, nelle difficoltà e preoccupazioni pastorali. Nel settore della
liturgia operano attraverso diverse iniziative di formazione, di animazione e
di catechesi e con un intenso lavoro nei vari campi dell’arte. In
particolare sono presenti e svolgono la loro attività nei Centri di
Apostolato liturgico. Pubblicano la rivista "La vita in Cristo e nella
Chiesa". Sono presenti nei cinque continenti.
Sigla: PDDM
Predicazione
- È il vocabolo usato da Don Alberione come sinonimo di
evangelizzazione riferito al compito specifico dei Paolini nella Chiesa. Per
lui era fondamentale che la missione paolina fosse sempre riconosciuta come
"predicazione". Cioè: quello che gli altri predicatori fanno per
diffondere la Parola di Dio oralmente, i Paolini lo fanno annunciandola con
gli strumenti della comunicazione sociale. Su questo versante Don Alberione ha
combattuto la sua battaglia presso le autorità ecclesiastiche dal 1921 al
1927. Il Concilio Vaticano II, col decreto Inter mirifica, darà pieno
riconoscimento a questo tipo di apostolato nella Chiesa. (v. Redazione).
Prima
Maestra - È il titolo con cui
viene designata suor Tecla Merlo (1894-1964) nel momento in cui le Figlie di
San Paolo ricevono l’approvazione e sono costituite in congregazione
religiosa di diritto diocesano il 15 marzo 1929. Il 22 gennaio 1991 suor Tecla
è dichiarata "venerabile" dal papa Giovanni Paolo II.
Primo
Maestro - È il titolo che don
Alberione assume ufficialmente il 12 marzo 1927, al momento in cui la Società
San Paolo è approvata e costituita in congregazione religiosa di diritto
diocesano. Questo titolo andò via via sostituendo quello di "Signor
Teologo".
Promessa
del cooperatore paolino - È l’accettazione
di un nuovo membro che entra ufficialmente a far parte dell’Associazione
Nazionale dei Cooperatori Paolini. Essa viene professata in forma pubblica,
alla presenza di un delegato ufficiale dell’Associazione e di altri
Cooperatori.
Quattro
ruote - Indicano i quattro ambiti o
aspetti attraverso i quali si snoda la vita paolina e che Don Alberione
sintetizza così: pietà (o spiritualità), studio (cultura, scienza),
apostolato (o missione), povertà (formazione umana, capacità di fare
comunità). Oggi, pur parlando di "dimensioni" (v. Carro paolino),
le quattro ruote costituiscono i cardini sui quali ruota la nostra vita
paolina.
Redazione
- Con questo termine Don Alberione
intende indicare la modalità specifica con cui i Paolini/e sono presenti nell’evangelizzazione
operata con gli strumenti della comunicazione sociale. Al riguardo il
Fondatore è esplicito:
«Siamo
(Paolini/e) nella Chiesa per la redazione. Questo non è un ministero, è il
ministero; a questo ministero non si dedica un tempo, ma il tempo...». Con
questo voleva sottolineare l’importanza della missione paolina: siamo nella
Chiesa per elaborare contenuti evangelici, salvifici e non solo per
stampare... Ciò che importa è evangelizzare. Di qui la necessità di sapersi
districare in ogni forma di redazione: libraria, giornalistica,
cinematografica, radiofonica, discografica, ecc.
(v. Predicazione).
Regina
degli Apostoli (Maria) - È il titolo
con cui il Fondatore ha voluto che si venerasse la Madre di Dio, per
evidenziare la presenza della Vergine nell’impegno apostolico.
Secondo
Don Alberione tre sono i motivi per cui Maria è Regina degli Apostoli:
a)
"Maria è Madre, Maestra e Regina degli Apostoli, perché ci ha dato
Gesù, compiendo così il più grande apostolato: da Gesù Cristo infatti c’è
venuto ogni bene e la salvezza eterna;
b)
Maria è Madre, Maestra e Regina degli Apostoli, perché esercitò in sommo
grado tutti gli apostolati. Molteplici sono le forme dell’apostolato nella
Chiesa: della preghiera, dell’esempio, delle opere, della parola; Maria li
esercitò tutti in modo perfetto;
c)
Maria è ancora Madre, Maestra e Regina degli Apostoli, perché possedette
in grado eminente le doti dell’apostolo; fu eletta, tale la riconobbero
gli Apostoli, fu incoronata Regina della SS. Trinità".
Il
quadro raffigurante Maria Regina degli Apostoli, dipinto dal pittore romano G.
B. Conti, dietro suggerimento di Don Alberione, ritrae Maria al centro del
gruppo apostolico, nell’atto di presentare e offrire al mondo il suo Figlio
Gesù, recante nella mano il rotolo dell’annunzio salvifico.
Requiescite
pusillum - È il titolo di un’opera
di Don Alberione che raccoglie tre sue meditazioni, svolte durante ritiri
spirituali del 1932 e 1933: "La giornata santificata", "La
passione predominante" e "Lo spirito di fede".
Riparazione
- Don Alberione attribuì grande
valore alla "riparazione" intesa "paolinamente", cioè
legata alla specifica missione. A tale fine compose la preghiera "Per chi
sente sete di anime come Gesù", oggi chiamata "Offertorio paolino"
(v. voce).
Nell’intenzione
del Fondatore, la riparazione doveva concretizzarsi anche in opere opportune
come quella di opporre un libro buono ad uno cattivo, o prendere lo spazio ad
una pellicola cattiva programmandone una buona, e così via. Senza dire, poi,
che la vita stessa spesa nel campo della evangelizzazione con i mezzi della
comunicazione sociale è la miglior riparazione ai mali causati dagli stessi
mezzi usati male.
La
preoccupazione di Don Alberione era quella di dare il massimo impulso ad una
visione biblica della riparazione.
Rivata
Madre M. Scolastica (Serva di Dio) - Nasce
a Guarene (CN) nel 1897, col nome di Orsola. A sei anni non ancora compiuti,
rimasta orfana di madre, fu di grande aiuto alla sua famiglia. "Lavoro e
preghiera" costituirono il suo ritmo di vita, finché rispose all’invito
del Signore che la chiamava ad essere solo per Lui. Perciò raggiunse Alba e
Don Alberione che farà di lei la "prima madre" delle Pie Discepole
del Divin Maestro. Nei suoi "Ricordi" Suor M. Scolastica scrive del
primo incontro col fondatore: "... mi fece dare un libro di preghiere e
la coroncina a San Paolo che mi piaceva tanto, ed ogni giorno la recitavo e mi
sentivo infiammare sempre più dal desiderio di essere al più presto
religiosa...".
Sala
San Paolo - Così si chiamava la
grande sala nella quale si riunivano i giovani paolini per redigere i libri o
gli articoli destinati alle riviste e periodici della congregazione. Era
dotata di numerose macchine per scrivere diventate lo strumento per esercitare
l’apostolato paolino. Siamo negli anni ’30. Ad ogni Paolino prossimo all’ordinazione
sacerdotale veniva richiesta la redazione di un’opera originale o la
traduzione di una già esistente in lingua diversa dalla propria. Fu allora
che videro la luce molte agiografìe della consistenza di 96-120 pagine e,
successivamente, libri di testo preparati da giovani paolini.
San
Paolo Apostolo - È l’apostolo
delle genti. Don Alberione lo sceglie come protettore, guida, ispiratore della
sua opera e della sua famiglia religiosa. A lui si ispira per la missione
specifica, per la spiritualità e per la visione e l’approccio cristologico.
Commuove il desiderio manifestato nel 1954: «Dopo la mia morte non si parli
più di me. San Paolo è il padre, il maestro, l’ispiratore: è lui che
dovete seguire» (cfr. AD 2).
San
Paolo (circolare) - Così don
Alberione intitolò la lettera circolare interna della Società San Paolo. I
primi fogli volanti che portavano questo titolo furono redatti negli anni ’20.
Questo bollettino ufficiale vide la luce nell’ottobre del 1934, ma il primo
numero non si è conservato, anche se ne conosciamo il contenuto per altre
vie. Nel 1933 Don Alberione aveva incominciato ad inviare lettere circolari
alle comunità. Il "San Paolo" si iscrive nella continuità di
questa tradizione. Nel 1969 il Fondatore firma il suo ultimo numero al momento
di lasciare la conduzione diretta della congregazione.
San
Paolo Film - È l’iniziativa
apostolica paolina nel campo della cinematografia. Nasce con il nome di Romana
Editrice Film nel 1939. La sua prima realizzazione fu il film Abuna
Messias, girato a Cinecittà ed in Etiopia, sulla vita del cardinal
Massaia. Fu premiato con il Leone d’oro e la Coppa Mussolini a Venezia.
Successivamente la San Paolo Film, oltre alla produzione, si dedicò alla
riduzione in 16 mm delle grandi opere cinematografiche portatrici di
significativi valori umano-cristiani. Per decenni rifornì di pellicole valide
le sale cinematografiche parrocchiali, i collegi, le scuole e istituzioni
varie. Resta famosa, negli anni ’50 la produzione dei cortometraggi
catechistici e, poi, dei film biblici. Oggi l’Audiovisivi San Paolo
si dedica alla produzione e alla diffusione di videocassette, musicassette,
compact disc...
Santa
Famiglia (Istituto) - È un ramo
della Famiglia Paolina, tra gli Istituti aggregati, di cui fanno parte i
coniugi cristiani, aperti alle esigenze apostoliche dello spirito paolino, per
la santificazione delle famiglie.
Soprattutto
in un tempo come il nostro, dove la famiglia viene minacciata da ogni parte,
scossa fin dalle fondamenta, è assolutamente fondamentale – da parte di una
famiglia cristiana – offrire la testimonianza di un’unione vissuta nella
sua sacralità e indissolubilità, con dedizione totale e fedele, sempre, e
come servizio in Cristo e nella Chiesa.
Sigla: ISF
Santi
Paolini - Con questa espressione si
intendono quei Paolini che lo stesso Fondatore presentò alle autorità
ecclesiastiche perché fosse avviato il rispettivo processo canonico in vista
del riconoscimento ufficiale di santità:
-
don
Timoteo Giaccardo (1896-1948), dichiarato "beato" da Giovanni
Paolo II il 22 ottobre 1989;
-
suor
Tecla Merlo (1894-1964), Prima Maestra e Superiora Generale delle Figlie
di San Paolo; venerabile;
-
fratel
Andrea Borello (1916-1948), discepolo del Divin Maestro; venerabile;
-
Maggiorino
Vigolungo (1904-1918), aspirante paolino; venerabile;
-
can.
Francesco Chiesa (1874-1946), direttore spirituale del Fondatore;
venerabile.
Dopo
la morte del Fondatore:
-
don
Giacomo Alberione (1884-1971), Fondatore della Famiglia Paolina,
venerabile;
-
madre
Scolastica Rivata (1897-1997), Prima Madre delle Pie Discepole del Divin
Maestro. serva di Dio.
Santuari
- Nella vita di Don Alberione hanno
avuto un’importanza particolare tre santuari:
–
quello della Madonna dei fiori di Bra (CN) dove la mamma consacrò alla
Vergine il piccolo Giacomo subito dopo l’amministrazione del battesimo
(1884);
–
quello della Madonna delle Grazie in Cherasco, di cui il Fondatore stesso
scrisse il libro nel 1912;
–
quello della Madonna della Moretta in Alba, dove nel 1913 Don Alberione
depose nelle mani di Maria la sua missione;
–
quello della Regina degli Apostoli da lui stesso eretto in Roma come
ringraziamento a Maria per aver protetto i membri della Famiglia Palina dai
mali della guerra. È stato consacrato nel 1954 come centro di irradiazione
mariana e per le vocazioni di tutto il mondo.
Servi/e
di Maria - Era il nome con cui si
designavano i novizi della Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo.
Durante il rito di ingresso al noviziato venivano loro consegnate le Costituzioni,
le Lettere di san Paolo e il testo dell’allora beato (ora santo)
Luigi Maria Grignon de Montfort, il Trattato della vera devozione a Maria:
di qui il nome di "Servi di Maria".
Signor
Maestro - Con questo appellativo era
chiamato don Timoteo Giaccardo, primo sacerdote paolino, primo Vicario
generale della Società San Paolo e primo membro della Famiglia Paolina giunto
agli onori degli altari.
Siti
Internet - La nuova tecnologia
multimediale di "Internet" ha offerto alla Famiglia Paolina la
possibilità di avere a disposizione due Siti: quello della Società San
Paolo, all’interno del quale si possono reperire notizie sulla missione, su
tutta la Famiglia Paolina, sul fondatore, sulle novità editoriali.
L’indirizzo è: www.sanpaolo.org
Vi
è poi il Sito delle Figlie di San Paolo, all’interno del quale si possono
trovare indicazioni sull’espansione missionaria, sulle varie novità
editoriali e multimediali. Di particolare utilità la libreria virtuale, che
permette di acquistare "on line".
L’indirizzo è: www.paoline.org
Nel
Sito delle Pie Discepole del Divin Maestro si possono trovare informazioni
sulla storia della fondazione, sul Fondatore e le prime Pie Discepole, sulla
spiritualità, missione, formazione, studi, opere e iniziative apostoliche
della Congregazione nel mondo.
L’indirizzo è: www.pddm.org
Si
vis perfectus esse - È il titolo di
un’opera di Don Alberione, che raccoglie le meditazioni tenute ai chierici
della Società San Paolo in un Corso di Esercizi Spirituali, durante la Novena
dell’Immacolata del 1933, avente per tema: la Vita religiosa.
Società
biblica cattolica internazionale - Si
tratta di una Associazione che risale agli anni ’20, quando Don Alberione
iniziò l’attività biblica dandole una crescente organizzazione. Nel 1936
detta Associazione viene trasferita da Alba a Roma. Il 19 ottobre 1961, il
papa Giovanni XXIII fece recapitare a Don Alberione una lettera apostolica per
ricordare il XXV anniversario di questo trasferimento. L’Associazione era
stata elevata al grado di "primaria" con il Breve pontificio del 14
ottobre del 1960.
Oggi
è presente in molti paesi del mondo. Dopo l’avvento del Concilio Vaticano
II ha assunto un nuovo vigore e una migliore organizzazione, grazie anche al
Governo generale della Società San Paolo che nel 1988 le impresse un nuovo
slancio apostolico. Sigla: SOBICAIN
Società
San Paolo - È la congregazione
religiosa primogenita della Famiglia paolina nata il 20 agosto 1914 e
approvata in via definitiva dal papa Pio XII il 10 maggio 1949.1 suoi membri
si dedicano all’evangelizzazione servendosi dei mezzi della comunicazione
sociale e, secondo quanto intendeva il Fondatore, di ogni altro mezzo che la
scienza e il progresso mettono a disposizione per la diffusione del pensiero e
della cultura.
Sigla: SSP
Spirito
Paolino - È il principio e la fonte
che alimenta tutto l’essere paolino. Il Fondatore lo identifica spesso con
la spiritualità. È un modo di «vivere integralmente il vangelo; vivere nel
Divin Maestro in quanto egli è Via, Verità e Vita; viverlo come lo ha
compreso il suo discepolo san Paolo. Questo spirito forma l’anima della
Famiglia Paolina» (UPS III, p. 187).
Statuto
e Direttorio Cooperatori Paolini - È
un "vademecum" prezioso per ogni cooperatore paolino. In data 11
marzo 1988 la Santa Sede approvava lo Statuto dell’Unione Cooperatori
Paolini: una trascrizione aggiornata del primo Statuto scritto da don
Alberione nel 1918.
Subito
ci si accorse però che il testo approvato richiedeva delle modifiche e
integrazioni per renderlo valido e potervi comprendere tutti i gruppi di
Cooperatori che fanno riferimento alle Congregazioni Paoline. Perciò nell’Incontro
dei Governi Generali della Famiglia Paolina del 1990 fu creata un’apposita
Commissione, che ha lavorato per due anni allo Statuto attuale, che è ad
experimentum.
Mentre
lo "Statuto" è la parte per così dire contenutistica, il
"Direttorio" è la parte applicativa e pratica. Alla redazione del
Direttorio ha lavorato la Direzione Nazionale dei Cooperatori Paolini negli
anni 1995-1997.
Storia
carismatica della Famiglia Paolina -
Ha questa specificazione il sottotitolo del testo di Don Alberione raccolto
nel volume dal titolo "Abundantes divitiae gratiae suae" (v.
voce). A grandi tratti il Fondatore presenta la "storia" del carisma
paolino, le sue caratteristiche, le origini, gli obblighi che ne derivano,
ecc. È un documento "fondante" che mette in luce l’azione dello
Spirito nella vita del Fondatore e un richiamo alla fedeltà originaria per
tutta la Famiglia Paolina.
Studio
Paolino Internazionale della Comunicazione sociale - Nato
allo scopo di uno studio scientifico delle discipline della comunicazione
sociale in vista di un loro impiego nella pastorale.
"Capire
e valorizzare il fenomeno della comunicazione sociale, interrogandosi sulla
validità della proposta cristiana che i mass media sono in grado di
trasmettere, comporta apertura mentale e competenza specifica. L’equilibrio
di una professionalità cristiana nella comunicazione sociale dovrebbe
costituirsi sulla sintesi ideale tra la fede degli apostoli, il genio degli
artisti e la scienza dei tecnici" (dall’opuscolo illustrativo).
Conscio
della serietà di questo impegno, lo SPICS ha organizzato un biennio
accademico a tempo pieno, aperto a tutti coloro che hanno fatto dei mass media
il campo dei loro studi e della loro attività apostolica.
Ha
sede in Roma alla Via Alessandro Severo, 58.
Sigla: SPICS
Successori
di Don Alberione - Ricordiamo i primi
quattro succeduti al Fondatore nella conduzione generale della Società San
Paolo:
-
don
Luigi Zanoni (1969-1975)
-
don
Raffaele Tonni (1975-1980)
-
don
Renato Perino (1980-1992)
-
don
Silvio Pignotti (1992-1998)
-
don
Pietro Campus (1998-….)
Suore
di Gesù Buon Pastore (Pastorelle) - Fondate
da Don Alberione nel 1938, sono il volto femminile del ministero
parrocchiale. In reciprocità e comunione di responsabilità con i Pastori e
tutto il popolo di Dio, sono chiamate anzitutto a dare un’anima alla
pastorale della chiesa locale. Presenti in 14 nazioni, "esercitano un
apostolato a contatto diretto con le anime e le famiglie" delle
parrocchie in cui sono inserite. Ispirandosi alla vita pubblica di Cristo
Pastore, offrono un contributo qualificato nell’attività di animazione
pastorale e di formazione degli operatori pastorali, favorendo anche l’uso
dei moderni mezzi di comunicazione per l’evangelizzazione.
Sigla: SGBP
Tametsi
futura - Enciclica del papa
Leone XIII sul Cristo Redentore. Fu emanata il giorno 1° novembre 1900 in
preparazione al nuovo secolo, sulle orme del Cristo Redentore Via, Verità e
Vita di ogni individuo e dei popoli. Don Alberione coglie il trinomio
giovanneo e lo assume come nucleo della spiritualità paolina in unione all’appellativo
"Maestro".
Ut
perfectus sit homo Dei - È il titolo
dell’opera che raccoglie le meditazioni e le istruzioni che diversi
sacerdoti paolini, unitamente a Don Alberione, hanno tenuto durante il primo
incontro internazionale paolino ad Ariccia (RM) nel mese di aprile 1960,
voluto espressamente dal Fondatore. In questo mese di "esercizi",
cui parteciparono 129 Paolini provenienti da tutto il mondo, Don Alberione
intese "aggiornare" il pensiero e la prassi apostolica della
Congregazione, in vista dell’immediato futuro (imminente Concilio Vaticano
II), ma con lo sguardo rivolto anche oltre (v. Aggiornamento).
Sigla: UPS
Ut
unum sint - La sigla indica l’associazione,
voluta da Don Alberione, allo scopo di promuovere l’unità di tutti i
cristiani nell’unica Chiesa di Cristo, nello spirito della preghiera
sacerdotale di Gesù. Fu approvata da Papa Giovanni il 16 dicembre 1960. Per
anni ha organizzato interessanti corsi biblici per corrispondenza, nella
convinzione che la Sacra Scrittura costituisca un comune terreno di incontro,
ed è per questo che cerca di far penetrare ovunque la Parola di Dio.
Via
humanitatis - L’opuscolo con il
testo della "Via humanitatis" fu inviato da Don Alberione a tutti i
membri della Famiglia Paolina, come "dono natalizio" nell’imminenza
del Natale 1947. È una preghiera che segue il modello della "Via
crucis", e presenta una dimensione cosmica. Il destino dell’uomo – la
sua "Via" – comincia con la creazione e la rivelazione naturale,
passa attraverso la rivelazione soprannaturale della Bibbia, culminante nell’incarnazione
del Cristo, continua nella vita della Chiesa, e si conclude con la parusia e
la vita eterna. Non è solo una preghiera, ma una proposta teologica,
impostata sulla dottrina di Gesù Maestro, Via, Verità e Vita. Ognuno dei 30
quadri in cui è suddivisa la "Via humanitatis" consta di una
enunciazione teologica (Verità), di una invocazione per assimilare l’enunciato
nella vita concreta (Via) e di una preghiera (Vita).
Vigolungo
Maggiorino (Venerabile) - Nasce
a Benevello d’Alba (CN) nel 1904, da modesti genitori, umili lavoratori
dei campi, ma ricchi di fede. Di intelligenza aperta e di temperamento molto
vivace, vuole essere il primo in tutto: nello studio, nel gioco, nel lavoro,
nella bontà.
Incontratosi
con Don Alberione, inizia con lui la direzione spirituale e si entusiasma di
tre realtà che divengono il suo ideale: farsi presto santo; divenire
sacerdote; essere apostolo della buona stampa. Rispondendo all’invito del
Signore, nel 1916 entra nella Società San Paolo, a soli 12 anni, scrivendo
alla famiglia: "Pregate che non abbia a tradire la mia vocazione perché
è la più bella di tutte".
Amante
dell’Eucaristia, seppe imporsi anche gravi sacrifici per non rinunziare alla
Santa Comunione.
Non
volendo accettare nella sua vita la mediocrità, egli si propose come
programma di vita di "progredire un tantino ogni giorno". Fu fedele
a questo suo proposito fino alla morte, compiendo mirabili progressi nella
virtù e nell’apostolato.
A
14 anni compiuti, colpito da grave malattia, a Don Alberione che gli domandava
se desiderava guarire o andare in Paradiso, rispondeva: "Desidero fare la
volontà del Signore". Offre la sua vita per la nascente Famiglia Paolina
e per il suo apostolato nel mondo.
Le
sue ultime parole sono state: "Mi saluti tutti i miei compagni; che
preghino per me e che abbiamo a ritrovarci tutti insieme in Paradiso".
Visita
- Questa parola rimanda alla pratica
di pietà della durata di un’ora che i Paolini/e dedicano ogni giorno al
Cristo Maestro Via, Verità e Vita presente nell’Eucaristia. Secondo il
Fondatore questa è la pratica tipica che caratterizza la spiritualità
paolina e, in un certo modo, la riassume. Si svolge in tre momenti:
–
comunione con il Cristo-Verità: lettura meditata della parola di Dio;
–
comunione con il Cristo-Via: revisione di vita o esame di coscienza;
–
comunione con il Cristo-Vita: dialogo orante.
È
l’eredità più sacra che la Famiglia Paolina ha ricevuto; essa tocca lo
spirito e come tale va conservata. Il Fondatore la considera come il momento
più importante della giornata: incontro vitale alla scuola del Maestro.
PENSIERI
DI DON GIACOMO ALBERIONE
La
Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo,
Via, Verità e Vita, nello spirito di S. Paolo, sotto lo sguardo di Maria
Regina degli Apostoli. In essa non vi sono molte particolarità, né devozioni
singolari, né soverchie formalità; ma si cerca la vita in Cristo Maestro e
nella Chiesa. Lo spirito di S. Paolo si rileva dalla sua vita, dalle sue
lettere, dal suo apostolato. Segreto di grandezza è modellarsi su Dio,
vivendo in Cristo.
Centriamo
tutto nel Cristo. Non c’è altra Via... Perciò sempre più orientare le
anime verso Cristo. Cristificarsi. Cristificarsi.
È
questa la strada tracciata ai Paolini: sempre discepoli del Maestro; sempre
vivere il Maestro; sempre sentire il Maestro; sempre rivelare il Maestro. Col
Maestro e in dipendenza dal Maestro, maestri: di sapere, di perfezione, di
vita. È ciò che vuole e ci fa conoscere Gesù Maestro.
Facciamoci
penna e bocca di Dio, per Gesù Cristo, nostro Maestro!
Tutto
l’uomo in Cristo per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore,
forze fisiche. Tutto, natura e grazia e vocazione, per l’apostolato. Carro
che corre poggiato su quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà.
Le quali devono procedere assieme, senza scosse, senza troppi rischi per il
peso che trasportano. Dimenticando una ruota, o non si procede, o va verso il
precipizio tutto il carro.
Ogni
fatica, associata alla passione di Gesù Cristo, diviene elemento di
redenzione individuale e sociale.
Quante
volte vi ponete il gran problema: ma... dove cammina, come cammina, verso che
meta va questa umanità? E l’umanità è come un gran fiume che va a
gettarsi nell’eternità. Saran salvi? Saran perduti per sempre?
Le
fatiche dell’apostolato vanno unite a quelle di Gesù. L’apostolato ha le
sue stanchezze, gli scoraggiamenti, le delusioni. Vi è chi non lo comprende.
Ma comprendevano tutti l’apostolato di Gesù? Pensiamo a Lui.
Nessuna
più grande ricchezza si può dare a questo mondo povero e orgoglioso che
Gesù Cristo. Maria diede al mondo la grazia in Gesù Cristo, continua a
offrirlo nei secoli.
Perché
l’apostolato sia fruttuoso, è moralmente necessario che sia accompagnato
dalla devozione a Maria., Infelice chi, andando avanti negli anni, perde o
almeno lascia affievolire in sé questa devozione!
Per
cavare i denti perché non facciano male, cosa si fa? Si fa l’iniezione.
Bisognerebbe iniettare un po’ di spirito di Maria. Certi ragionamenti non si
alzano da terra di cinque centimetri, mentre bisogna mettersi all’altezza di
Dio, giudicare secondo le viste di Dio!
L’amore
al Vangelo è il segno e la caratteristica delle anime che Dio riserva a
grandi imprese.
È
chiaro che chi fonda la sua spiritualità sulla Bibbia ha una preghiera
intera, completa: quella che piace a Dio.
San
Paolo è il discepolo che conosce il Maestro Divino nella sua pienezza: egli
lo vive in tutto, ne scandaglia i profondi misteri della dottrina, del cuore,
della santità, dell’umanità e divinità; lo vede dottore, ostia,
sacerdote, ci presenta il Cristo totale come già si era definito: Via,
Verità e Vita.
Dobbiamo
sempre andare avanti con umiltà e confidenza. L’umiltà è il piede
sinistro, la confidenza è il piede destro. Usarli sempre tutti e due per
camminare bene.
La
santità è la testardaggine nel compiere la volontà di Dio, sempre,
nonostante qualsiasi difficoltà.
La
perfezione sta tutta in quest’espressione di San Paolo: "nella purezza
del cuore, nella buona coscienza, nella fede non falsa".
Una
pezza di stoffa, fosse anche lunga duemila metri, è sempre il risultato di
piccoli fili; così è della nostra vita. Anche se è lunga, è fatta di
minuti, ed è la santificazione dei minuti il segreto della santità.
Dare
a Dio tutto: ecco la santità.
Abbandonando
la preghiera, tutto l’edificio spirituale cade e rimane un cumulo di rovine,
un bel castello, ma diroccato.
Lasciare
la preghiera per fare più opere è un rovinoso ripiego. Il lavoro fatto a
scapito della preghiera non giova a noi né ad altri; perché toglie quello
che si deve a Dio.
È
totale la nostra preghiera? Separare l’apostolato dalla preghiera è come
avere un membro paralizzato, un membro importante che non riceve l’afflusso
del sangue. È vitale la nostra preghiera? Ha influenza sulla nostra vita,
oppure è come un oggetto che si ripone in un cassetto e lo si lascia
inutilizzato?
Finché
non si ritiene la pietà necessaria per noi, così come il pane e l’aria per
vivere, saremo insufficienti, vuoti, volubili.
Il
mezzo più efficace per trovare buone vie d’uscita nelle nostre difficoltà
è sempre la preghiera.
Il
Signore accende le lampadine, in avanti, man mano che si cammina ed occorre;
non le accende tutte subito all’inizio, quando ancora non occorrono; non
spreca la luce; ma la dà sempre a tempo opportuno.
Non
bisogna affannarsi a sbattere gli asciugamani per scacciare le tenebre.
Bisogna mettere la luce.
Meditazione
profonda, pietà profonda, studio intenso ci vuole per una buona preparazione
all’apostolato: se no, chi è vuoto, che cosa dirà?
Il
vostro apostolato non mira soltanto al progresso delle anime singole, ma mira
a formare una mentalità nuova nella società, il che significa dare un’impronta,
un indirizzo nuovo. Il frutto maggiore è la mentalità che si va diffondendo
in mezzo alla società: mentalità cristiana...
Questa
è la più alta personalità: la nostra conformità a Gesù Cristo.
Per
quel che siamo rendere grazie al Signore, e per quel che non siamo e che non
possiamo fare: fiducia in Dio, affinché Lui possa far tutto. È Lui che
illumina, è Lui che muove, è Lui che vivifica, è Lui che conduce avanti
nella realizzazione dei suoi disegni.
Il
vero bene si fa nel silenzio, con Dio, e deve partire sempre dalla nostra
santificazione, nelle due disposizioni di umiltà e fede.
Ringraziare
è una grande preghiera.
La
volontà di Dio è il gran sole verso cui l’anima, come girasole, deve
sempre star rivolta.
Maria
nostra Madre realizza in noi con sapienza e amore l’immagine del suo Figlio.
Portare
tutto il Cristo all’uomo e dare tutto l’uomo a Dio per Gesù Cristo.
L’uomo
spirituale vede e giudica tutto e misura col metro di Dio.
Gesù
Maestro Via, Verità e Vita: questa giaculatoria è il programma della vita
paolina e significa far tutto attraverso Cristo, con Cristo, in Cristo... è
il programma di una ascetica immensa, di una mistica completa e perfetta.
Quando
vi sono santi, questi commentano con la vita i versetti del Vangelo. Gli
uomini di ogni nazione hanno bisogno di vedere nei santi come si pratica il
Vangelo.
Non
ho né oro né argento, ma vi dono quello che ho: Gesù Cristo, Via, Verità e
Vita.
Il
processo di santificazione è un processo di cristificazione: "finché
sia formato il Cristo in voi". Perciò saremo santi nella misura in cui
viviamo la vita di Gesù Cristo, o meglio, secondo la misura in cui Gesù
Cristo vive in noi.
Al
mattino sediamoci ai piedi di Lui e diciamogli: Tu sei la Via, io voglio
ricalcare le tue orme, e voglio imitare i tuoi esempi. Tu sei la Verità:
illuminami! Tu sei la Vita: dammi la grazia!
Sia
sempre chiaro il pensiero di vivere e operare nella Chiesa e per la Chiesa; di
inserirsi come olivi selvatici nella vitale oliva, Cristo Eucaristia; di
pensare e nutrirsi di ogni frase del Vangelo, secondo lo spirito di S. Paolo.
Dare
Dio agli uomini: questo sia il nostro quotidiano sospiro, questa la nostra
preghiera.
La
preghiera è come il sangue, che parte dal cuore, attraversa tutte le membra,
nutrendo e vivificando l’intero organismo.
L’apostolo
è colui che porta Dio nella sua anima e lo irradia attorno a sé. L’Apostolo
è un tempio della SS. Trinità, che in lui è sommamente operante. Egli
trasuda Dio da tutti i pori: con le parole, le opere, le preghiere, i gesti,
gli atteggiamenti, da tutto il suo essere. Vivere di Dio! E dare Dio!
La
vita è tutto un viaggio verso l’eternità, la giornata è un tratto del
viaggio. Il saggio autista parte con la prudenza, virtù cardinale: pensa alla
strada da percorrere, e questo rappresenta l’esame preventivo. Si fornisce
di carburante, olio, gomme buone e tutto il necessario, e questo rappresenta l’aiuto
di Dio, mediante l’orazione.
Occorre
ancorare la vita al Tabernacolo.
Far
vivere Cristo, riprodurre il Cristo in noi, perché gli uomini leggano nella
nostra vita la vita del Cristo: il Vangelo.
Semplicità,
semplicità ci vuole; semplicità, che consiste nel fare la volontà di Dio,
ma nel farla di cuore.
Non
si può ad un tratto arrivare alla perfezione, ma progredire un tantino ogni
giorno. Questo è il grande programma e questo è possibile.
Stampa,
cinema, radio, televisione abbracciano tutta la vita: individuale, familiare,
sociale, intellettuale, morale, artistica, economica, politica,
internazionale. Una similitudine appropriata quanto espressiva: ciascuno di
questi quattro mezzi di diffusione del pensiero si può paragonare ad un’immensa
massa d’acqua ad alto livello, la quale, se viene contenuta da poderose
dighe e distribuita sapientemente, parte nei canali per l’irrigazione e
parte nelle macchine per la produzione dell’elettricità, può spandere la
prosperità e la ricchezza nelle campagne e nelle città e portare l’abbondanza
in un’intera regione o anche nazione. Se invece precipita senza ritegno per
un’improvvisa alluvione o rottura delle dighe, diventa la rovina delle
regioni sottostanti. Così è della stampa, cinema, radio, televisione. Ognuna
basta a produrre immensi vantaggi o immensi danni. Operano potentemente sulle
masse; possono gravemente scuotere e grandemente rafforzare i quattro cardini
della umana convivenza: la famiglia, l’ordine sociale, l’ordine religioso,
l’ordine umano-morale.
Solo
chi non si mette in cammino, non si chiede dove porta la strada.
Nella
vita di comunità si curi prima di tutto l’unità di spirito, di pensiero,
di sentimenti; in seguito verranno le opere: la redazione, la stampa, la
diffusione.
Escludere
dal nostro apostolato la Madonna, è come disconoscere una delle parti
essenziali del progetto redentivo di Dio; sarebbe come privarsi dell’onnipotenza
di intercessione di Maria.
La
Famiglia Paolina deve essere San Paolo vivo oggi, secondo il pensiero del
maestro Divino, operando sotto lo sguardo e con la grazia della Regina degli
Apostoli.
Non
fermiamoci a guardare ciò che si è fatto; consideriamo piuttosto il molto
che resta da fare. Finché c’è qualcosa da fare, non abbiamo fatto niente.
Sentire
con la Chiesa, amare la Chiesa, cooperare con la Chiesa: essere i suoi figli
più santi, più fedeli, più attivi.
La
preghiera prima di tutto, la preghiera sopra tutto, la preghiera anima di
tutto.
La
nostra parrocchia è il mondo; la nostra parrocchia non ha che i confini del
mondo.
Con
san Paolo, come san Paolo, sempre in cammino.
Arrivare
a tutti, arrivare presto, arrivare con i mezzi moderni, prima che l’avversario
occupi il campo.
Ricordate
bene che senza sacrificio non si fa nulla... Senza croce non si fa niente. I
libri del cristiano: la Bibbia e il giornale; la Parola di Dio e la cronaca.
Prima
di tutto comunicare la dottrina che salva. Impregnare di Vangelo tutto il
pensiero e il sapere umano. Non parlare solo di religione, ma di tutto parlare
cristianamente.
Tutto
l’uomo in Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore,
forze fisiche. Tutto: natura, grazia e vocazione per l’apostolato.
Gesù
lavoratore produceva cose umili; san Paolo produceva tende per l’esercito...;
il Paolino un apostolato diretto diffondendo la verità con il suo lavoro,
svolgendo un servizio di predicazione che è missione, così come è stato
approvato dalla Chiesa.
Le
opere di Dio si fanno con gli uomini di Dio.
L’ammirazione
e la devozione a san Paolo cominciarono specialmente dallo studio e dalla
meditazione della Lettera ai Romani. Da allora la personalità, la
santità, il cuore, l’intimità con Gesù, la sua opera nella dogmatica e
nella morale, l’impronta lasciata nell’organizzazione della Chiesa, il suo
zelo per tutti i popoli, furono soggetti di meditazione. Gli parve veramente l’Apostolo:
dunque ogni apostolo e ogni apostolato potevano prendere da lui.
AMÒ
LA CHIESA
Sulla
tomba di P. Joseph Kentenich (1885-1968), fondatore del "Movimento di
Schoenstatt", si legge semplicemente: Dilexit Ecclesiam. Fu il suo
grande amore la Chiesa: nelle molteplici fondazioni, nel campo di
concentramento dove fu deportato a causa della sua fede e nel lunghissimo
esilio, lontano dai suoi figli e figlie spirituali, decretategli da un organo
amministrativo della Chiesa.
Di
Don Alberione, contemporaneo di P. Kentenich e come lui fondatore
fecondissimo, si può affermare lo stesso.
Amò
la Chiesa, e che cosa lo spinse a servirla con tanta fedeltà e tante opere,
più in là di ogni prova, se non un amore senza confini? L’amò quando i
rappresentanti di essa aprivano la via alle sue fondazioni e l’amò quando
tutti sembravano congiurati a chiuderla. L’amò quando tutto sembrava
incepparsi e quando doveva operare faticose correzioni di rotta, spesso in
contrasto con l’ispirazione originaria.
L’amò
fino a concretare quell’amore nel "voto di fedeltà al Sommo Pontefice quoad
apostolatum", e lo volle nelle Costituzioni affinché tutti i Paolini
e le Paoline lo facessero proprio.
L’amò
con le opere più che con le parole, ritenendo come un onore senza pari poter
servire la Chiesa e non servirsi di essa.
Amò
la Chiesa soprattutto nel lungo e paziente travaglio di far capire il
significato e la novità del suo carisma, prima alle autorità diocesane e poi
a quelle romane.
Amò
la Chiesa anche se evitava, nel possibile, di apparire a fianco dei dignitari
ecclesiastici, in una tenace difesa della sua solitudine. E ai suoi figli che
partivano per le missioni raccomandava di non andare a disturbare l’autorità
ecclesiastica con progetti di lavoro, ma di presentarsi con la tessera delle
opere.
Amò
la Chiesa con una fedeltà senza riserve e sottintesi, ma da cristiano adulto,
con occhi aperti e consapevolezza. La lunga familiarità con la storia civile
ed ecclesiastica gli permetteva di non spaventarsi delle sue miserie, non
intimorirsi per i suoi ritardi, sicuro com’era che l’ora di Dio arriva
sempre per le opere da lui volute.
Amò
la Chiesa quando agli inizi dell’Istituto dovette tener nascosto il nome di
san Paolo, per i rimbrotti e le incomprensioni che gli erano giunti appena
manifestata la sua intenzione.
Amò
la Chiesa anche quando non fu capita la scelta del lavoro dato ai Paolini e
alle Paoline, come una componente necessaria della loro vocazione e missione.
L’amò
anche quando dovette accettare che si togliesse il nome di "Gesù divino
Maestro" dalle Costituzioni (1941): la devozione che era sostanza della
sua spiritualità e che ha legato ai suoi come la più preziosa eredità.
Amò
la Chiesa anche quando vide osteggiato e deriso ("Vuoi forse dare la
messa alle Suore!") il suo sforzo per promuovere la Suora: studi
teologici, posti direzionali, redazione, lavoro tecnico, diffusione della
buona stampa, ecc.
L’amò
anche quando l’autorità ecclesiastica locale stette a punto di espellere
prima da Roma, poi da Tokyo e da New York i suoi figli andati lì per fondarvi
case dell’opera paolina.
Amò
la Chiesa, con la tenerezza di un figlio ben nato e con grande umiltà; ma
quando le sue istanze erano capite male o male interpretate, moltiplicava gli
sforzi, insisteva nel chiarire, sensibilizzare le competenti autorità;
avanzava riserve.
A
proposito della "Visita al SS.mo Sacramento", sintesi del metodo
paolino e a lui carissima, così mal ridotta nelle Costituzioni, diceva: Non
sono stato capito; della primitiva "Messa del Divin Maestro" (v’era
rimasto della nostra solo il communio!): Non era quello che si voleva. A un
dignitario, divenuto poi suo grande amico, a proposito di una sua fondazione
troppo osteggiata, diceva:
L’inferno
c’è anche per chi si oppone ai disegni di Dio!
Amò
la Chiesa anche quando – lui Fondatore così fecondo – avvertiva
fortemente i limiti del "Diritto Canonico": benemerito, ma fondato
su basi e situazioni troppo lontane nel tempo e che bisognava
"aggiornare" (1955).
Amò
la Chiesa anche quando, con grande sacrificio, dovette rinunciare al progetto
di far approvare le Pie Discepole come Congregazione distinta dalle Figlie
di San Paolo... Lavorò nel silenzio, pregò, cercò di far comprendere in
alto loco. Quando venne il riconoscimento non si esaltò. Vi vide un atto di
giustizia.
Amò
la Chiesa e volle che i suoi figli la seguissero nella verità sicura, nella
fedeltà al Papa e ai legittimi Pastori, senza impegolarsi in polemiche e
senza andare a caccia di novità.
L’amò
sopra ogni cosa, ma visse in un lungo, paziente, "sacro litigio" con
gli organi amministrativi di essa, consapevole della vocazione speciale e
della novità del carisma che lo Spirito gli aveva donato nella Chiesa e per
la Chiesa:
quello
di veicolare il Vangelo della salvezza attraverso i mezzi più celeri ed
efficaci per raggiungere tutti gli uomini.
Questo
stile di comportamento lo aveva mutuato dall’apostolo Paolo: Veritatem
facientes in charitate (Ef 4,15) e cioè: verità nell’amore, amore
nella verità.
Bibliografia
minima
Storia carismatica della Famiglia Paolina, Edizioni Paoline, Roma 1985.
Carissimi
in San Paolo. Scritti di Don
Giacomo Alberione, 1933-1969 a cura di Rosario Esposito, EP, Roma 1971.
Catechesi
Paolina. Schede di riferimento sui
contenuti specifici della formazione paolina, Società S. Paolo, Roma
1986.
Documenti
del Capitolo Generale Speciale,
1969-1971, Società San Paolo, Roma.
Integralità
Paolina. Lettera di D. Silvio
Pignotti, Sup. Gen. Società San Paolo, Roma 1993.
La
Primavera Paolina . "Unione
Cooperatori Buona Stampa" dal 1918-1927, a cura di Rosario F.
Esposito, Edizioni Paoline, Roma 1983.
Occorrono
santi per i nuovi cantieri della Chiesa,
Lettere programmatiche di R. Perino, Edizioni Paoline 1984.
Preghiere
della Famiglia Paolina - Società
San Paolo, Roma 1997.
Vademecum
- Alberione, a cura di Angelo
Colacrai, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Mi) 1992.
Associazione Cooperatori Paolini
Via Alessandro Severo 58
00145 ROMA
Tel. 06/541.26.17
Fax 06/541.74.91
e-mail: cooperatore@libero.it
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